L’INCOMING Sostenere e valorizzare le eccellenze del comparto orafo campano, con uno sguardo attento ai processi di internazionalizzazione e ai mercati dell’Europa continentale.
Il centro orafo “Il Tarì” di Marcianise ha aperto da ieri mattina le sue porte a “Jewels of Campania”, la due giorni di incoming giunta alla sua seconda edizione. L’iniziativa, promossa dall’assessorato alle Attività produttive della Regione Campania, mira a potenziare e consolidare la presenza delle aziende locali sui mercati esteri.
«La valorizzazione del sistema orafo-gioielliero campano è al centro della policy e delle strategie di sviluppo della Regione. È un comparto produttivo che affronta un momento di difficoltà per la continua crescita del costo della materia prima, ma che ha potenzialità enormi, con un artigianato di qualità dalle radici antiche e dalla tradizione secolare», afferma Alfonso Bonavita, dirigente del settore Attrazione e investimenti della Regione. Poi aggiunge: «La Campania è una terra di bellezze naturali, ma è anche in grado di creare bellezza. E la Regione è accanto a tutti quei settori che tramandano i mestieri da generazioni e consentiranno ai giovani del posto di restare: sono misure di resilienza per un territorio costituito in larga parte da piccole imprese, un tessuto produttivo che la Regione vuole valorizzare».
Relazioni commerciali dirette attraverso meeting bilaterali (b2b), workshop e mostre: 39 aziende produttive hanno incontrato buyer europei provenienti da Germania, Francia, Lussemburgo, Olanda, Danimarca, Spagna, Grecia e Portogallo.
IL PRESIDENTE «La forza di eventi come questo sta nell’aver messo insieme tre sistemi, due sul territorio di Marcianise e l’altro di Torre del Greco ma “di casa” qui, a partire dalla visione della Regione che portò alla creazione del Distretto. Regione che ha dato continuità a questa progettualità anche con il cambio di presidenza, fattore che lascia intravedere orizzonti positivi per il settore.
Nonostante la crisi mondiale, guardiamo al futuro con fiducia», evidenzia Vincenzo Giannotti, presidente de “Il Tarì” e del Distretto orafo campano.
Innovazione e internazionalizzazione, due temi strettamente connessi per restare al passo con i cambiamenti dei mercati. «Anni fa si rimaneva chiusi nel proprio ambiente, oggi internazionalizzarsi significa guardare all’esterno e promuovere l’eccellenza e la creatività campana – sottolinea ancora Giannotti – E poi bisogna intercettare l’innovazione tecnologica e adeguarla alle esigenze del settore. Bisogna coniugare la tecnologia alla tradizione e al saper fare degli orafi e dei gioiellieri campani. Ma è importante anche la parte commerciale, che dà quell’impronta campana e italiana nel dialogo con il cliente estero». Ma senza dimenticare un altro aspetto. «Quello della formazione, con la scuola che abbiamo all’interno del centro orafo. Abbiamo avuto la lungimiranza, ormai 35 anni fa, di guardare lontano, formando imprenditori del futuro specializzati, attraverso mezzi innovativi». Sulla stessa lunghezza d’onda le parole di Gennaro Mincione, amministratore delegato e presidente del cda del centro orafo Oromare: «Quella dell’internazionalizzazione è stata sin dall’inizio una delle azioni fondamentali per la valorizzazione del settore da parte del Distretto orafo campano. Attraverso questi eventi è possibile comunicare e raccontare il bello e il ben fatto dell’arte orafo-gioielliera campana, che vive di storia e tradizioni ma guarda anche all’innovazione verso le tecnologie emergenti per le lavorazioni».
