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Dopo la finale, resta il tempo: gli orologi che hanno accompagnato il Mondiale

Jul 30, 2026

Sono passate due settimane dalla finale dei Mondiali 2026, ma l’ultima partita del torneo continua a lasciare tracce ben oltre il campo. La Spagna ha conquistato il titolo, il calcio ha sperimentato una nuova dimensione dello spettacolo e, tra tribune, cerimonie e festeggiamenti, anche l’orologeria ha trovato il proprio palcoscenico.

Le grandi competizioni sportive sono ormai diventate appuntamenti strategici per le maison. Non soltanto perché riuniscono milioni di spettatori, ma perché concentrano nello stesso luogo sportivi, celebrity, ambassador e collezionisti. Il risultato è una vetrina spontanea – e allo stesso tempo attentamente costruita – nella quale il segnatempo al polso diventa parte dell’immagine pubblica.

La finale tra Spagna e Argentina ha offerto così una fotografia particolarmente interessante del momento. Non esiste un unico modello dominante: accanto ai grandi classici compaiono pezzi estremamente complicati, interpretazioni sportive, edizioni limitate e orologi pensati per essere immediatamente riconoscibili.

Tra i più vistosi c’era il Rolex Cosmograph Daytona “Rainbow” scelto da Carlos Alcaraz. Il tennista spagnolo ha avuto un ruolo nella cerimonia pre-partita, portando in campo insieme a Jung Ho-yeon il baule Louis Vuitton con la Coppa del Mondo. Al polso, il Daytona in oro giallo 18 carati con indici in zaffiri baguette aggiungeva alla scena un elemento di forte riconoscibilità.
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Se Alcaraz ha rappresentato il legame tra sport e lusso attraverso uno dei Rolex più desiderati dai collezionisti, Kevin Hart ha scelto una strada ancora più esclusiva. Il suo Audemars Piguet Royal Oak Perpetual Calendar Ultra-Thin “Luminary Edition”, ref. 26586BC, è stato prodotto in appena 25 esemplari. Un oggetto raro che appartiene a quella fascia dell’alta orologeria nella quale la limitatezza della produzione diventa parte integrante del valore.

La presenza di Audemars Piguet non si è fermata qui. Roman Reigns ha portato al polso il Royal Oak Offshore Selfwinding Flying Tourbillon Chronograph, con cassa da 43 mm in oro rosa e carbonio forgiato, mentre Draymond Green ha optato per il più teatrale Royal Oak Concept Black Panther Flying Tourbillon. Realizzato in titanio, il modello integra la scultura tridimensionale del personaggio Marvel nel movimento, trasformando il segnatempo in un vero oggetto da collezione.

Il panorama cambia completamente con Logan Paul, che ha scelto il Patek Philippe Nautilus Chronograph ref. 5980/60G-001. La cassa in oro bianco da 40,5 mm, il quadrante blu-grigio soleil e il cinturino in materiale composito effetto denim costruiscono un’immagine più rilassata, pur rimanendo all’interno dell’alta orologeria.

Anche David Beckham ha confermato quanto il rapporto tra celebrity e maison sia ormai parte integrante della comunicazione dei grandi marchi. L’ex capitano inglese, ambassador Tudor, ha assistito alla finale con il nuovo Monarch, caratterizzato dal quadrante color salmone. Dopo il Black Bay 58 indossato a Wimbledon, un’altra scelta che lega il suo stile personale alla comunicazione della maison.

Più sorprendente è invece l’orologio scelto da Ronaldo. Durante l’Halftime Show, il primo nella storia della Coppa del Mondo, il Fenomeno è apparso accanto a Ronaldinho e Madonna con un F.P. Journe Élégante 48 mm Titalyt. Cassa importante, quadrante nero e cinturino in caucciù definiscono un segnatempo tecnico e contemporaneo, lontano dall’idea più prevedibile dell’orologio celebrativo.

La selezione si chiude con Luis de la Fuente, protagonista dell’altra metà della storia: quella che dal campo conduce direttamente alla vittoria. Il commissario tecnico della Spagna ha festeggiato il titolo con al polso un IWC Ingenieur Automatic 42 in ceramica nera, modello che negli ultimi mesi è diventato uno degli elementi riconoscibili del suo stile.

È proprio questa varietà a rendere interessante la passerella orologiera della finale. Il lusso non si presenta più attraverso un unico codice: può essere rappresentato dalla rarità di un calendario perpetuo, dalla spettacolarità di un tourbillon, dalla storia di un Rolex, dalla ricerca tecnica di un modello sportivo o dalla scelta personale di una celebrity.

Il calcio, intanto, continua a trasformarsi in una piattaforma globale nella quale sport, moda, intrattenimento e lusso convivono sempre più apertamente. E mentre la Coppa del Mondo torna in archivio, gli orologi rimangono come una delle fotografie più immediate di questa evoluzione: non semplici accessori, ma strumenti attraverso i quali i protagonisti dichiarano appartenenze, gusti e status.

A due settimane dal fischio finale, dunque, il Mondiale continua a segnare il tempo. Questa volta, letteralmente.