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Il Mattino (ed. Caserta) – Tarì, storia e innovazione Giannotti: «Opportunità con l’intelligenza artificiale»

Ott 11, 2026

IL SALONE OPEN Trent’anni guardando al futuro.
Un futuro che è già presente con le sfide delle nuove tecnologie dai digitale all’intelligenza artificiale. È questo, in estrema sintesi, il focus dell’incontro “1996/2026: quando il mondo è cambiato”, che si è svolto ieri mattina al Tarì nell’ambito del tradizionale evento “Open”, il salone della gioielleria italiana, un’occasione, quest’anno, anche per celebrare i primi 30 di vita del Centro orafo. Il convegno a più voci è stato dedicato, dunque, all’approfondimento delle trasformazioni che la società ha vissuto nell’ultimo trentennio, dei mutamenti negli stili di vita e, sopratutto, alla rivoluzione che l’intelligenza artificiale ha introdotto nei sistemi di produzione anche nel settore orafo.
Cambiamenti di cui è un esempio e un prodotto lo stesso Tarì che, da semplice polo produttivo si è trasformato in un hub strategico, grazie soprattutto alla capacità di fare rete.
ILPRESIDENTE «Credo che la cultura di fare rete si costruisca giorno per giorno, e proprio questa esperienza ci ha insegnato che essere soli non porta da nessuna parte. Sono le relazioni, il confronto, il dibattito a fare la differenza», ha detto il presidente del Tarì, Vincenzo Giannotti. Che ha aggiunto: «Le cose sono molto cambiate da quando lasciammo Napoli e cominciammo insieme questo percorso, diventando colleghi e non più concorrenti. In fondo, una svolta epocale, che ha portato ai risultati che abbiamo sotto i nostri occhi».
Ma oggi che le community e gli affari viaggiano nel cloud e nel digitale, come si convince la nuova generazione di imprenditori che la rete fisica è ancora il motore del domani? «Il Tarì è una comunità viva, un luogo nel quale ogni giorno vivono e lavorano oltre 2.000 persone. In questi giorni, 500 aziende intorno a noi si stanno relazionando, creano rapporti commerciali, si scambiano informazioni, vedono nascere nuove collaborazioni. Tutto questo – spiega Giannotti – ci dice che il mondo digitale esiste, occupa spazi e crea opportunità che pochi anni fa erano impensabili. Ma non sostituisce le relazioni umane. Sicuramente, un artigiano di oggi è un professionista molto diverso da quello di appena 15 anni fa. Utilizza strumenti e tecnologie che hanno potenzialità eccezionali, ma che non potranno mai sostituire l’elemento umano della creatività, della cura del dettaglio, della intuizione geniale».
GLI INTERVENTI Condizioni che si trovano proprio a queste latitudini, come ha spiegato Francesco Morace, sociologo dei consumi e trendwatcher. «Al Sud, c’è maggiore fantasia e creatività che sono cose che l’Ia non potrà mai avere. Ovviamente, non c’è dubbio che l’Ia stia modificando la vita di tutti e anche questo settore, ma siamo noi a decidere chi e cosa sceglieremo di essere nel futuro. L’intelligenza artificiale c’è ed è ormai inevitabile, l’importante è che la si sappia gestire. Con essa non contano le risposte che da, quanto le domande che noi formuliamo. Insomma, siamo noi ad indirizzare lo strumento, a renderlo utile, ma non dobbiamo rimanerne schiavi. Peraltro – aggiunge Morace – ogni Ia, pure la più evoluta non ha passione, non ha sentimenti. Fornisce risposte razionali, non capisce un sorriso, un’emozione. Perciò noi dobbiamo dare spazio a ciò che è profondamente umano. Ad esempio, l’Ia ha una memoria con cui nessun uomo può competere, ma noi abbiamo il ricordo che è una memoria carica di emozioni, è qualcosa che connette tradizione e innovazione. Ecco, appunto, il quid in più che ha il creativo, l’orafo realizzando un gioiello che ha in se un ricordo. Cosa che neppure l’intelligenza artificiale può costruire». Ed è proprio nel riuscire a cogliere queste opportunità, ad applicarla, interpretarla e utilizzarla nel migliore dei modi che sta la capacità di chi opera nel settore orafo. «L’Ia ci può sostituire in alcuni lavori di routine, e – ha continuato Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi confcommercio – anche chi si ostina a non accoglierla, prima e poi ci dovrà fare i conti. Ecco perché è necessario saper utilizzare tali tecnologie in gioielleria, senza temere l’invasione cogliendone le opportunità e le facilitazioni. Insomma, l’atto della creazione resta umano, ma accanto a questo non vi è dubbio che l’Ia può darci una mano, per esempio, nel velocizzare i passaggi, trasferendo in tempo reale al cliente, l’idea che gli stiamo raccontando». Domani, ultimo giorno di “Open Tarì“, alle 11, esponenti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale si incontreranno per un confronto sul tema della sicurezza, particolarmente attuale per il mondo orafo, con la partecipazione della prefetta di Caserta Lucia Volpe, del generale Massimo Mennitti, vicecomandante generale dell’Arma dei Carabinieri, del questore di Caserta Andrea Grassi e del presidente nazionale di Federpreziosi Stefano Andreis.