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CORRIERE DEL MEZZOGIORNO: Giannotti: «Capimmo prima degli altri dov’era il futuro»

Ott 9, 2026

Il presidente: «Marcianise, ci dicevano, è un deserto. Invece fiorite qui grandi realtà»
Vincenzo Giannotti è da dodici anni presidente del Tarì (e oggi al vertice anche del Distretto orafo Campano): prima ne è stato vice e prima ancora consigliere e leader della sezione di categoria.
«Sono stato coinvolto fin dal primo momento da Gianni Carità – ricorda -. Sono qui da 35 anni, fin dai primi scavi per i lavori E mi piace sottolineare che abbiamo capito dove era il futuro che dovevamo cavalcare in anticipo su tutti».
Per celebrare questi 30 anni ci saranno incontri dedicati e fra questo sulla sicurezza. Tema, per i gioiellieri, attualissimo.
«La sicurezza, o meglio l’esigenza di sicurezza, è quella che ci ha portato al Tarì. È una delle idee alla base di questa cittadella dove la categoria ha fatto squadra. Tutti si sono ritrovati intorno a nomi importanti, i primo soci erano 186, che hanno spianato una strada e indicato la direzione. Siamo stati pionieri anche rispetto al territorio. Marcianise, ci dicevano, è un deserto. Intorno a noi sono fiorite realtà di grande levatura».Nel sistema di questa cittadella orafa ci sono casi di artigiani che, dai vicoli del corso Umberto, si sono trasferiti e poi sono diventati imprenditori?
«Certo, casi straordinari, riferimenti importanti. Alla base di questo percorso c’è una visione, la scelta di impegnarsi con investimenti importanti e di andare avanti. E questo ci inorgoglisce. Questo Polo è nato grazie all’impegno dei privati e 30 anni fa, all’inaugurazione, eravamo già una società sana. Tutti avevano pagato, o acceso un mutuo per farlo, dimostrando una volontà precisa».
Torniamo alla sicurezza…
«Oggi siamo ancora più esposti. Il costo della materia prima, anche dell’argento, è alle stelle, e occorre dare risposte. Fare rete, avere istituzioni in ascolto, accendere polizze assicurative specifiche con l’aiuto di consulenti: noi siamo qui per questo, per dare risposte qualificate. Se posso dare un elemento in più, da quest’anno per difenderci oltre alle telecamere tradizionali abbiamo anche dei droni per controllare il Tarì.
Gli occhi elettronici sono valido strumento di difesa e prevenzione e anche qui vogliamo guardare avanti parlando di sicurezza e gestione dei rischi con una marcia in più». La fiera intanto cresce. Qual è il segreto di numeri così rilevanti? «L’evoluzione del sistema fieristico internazionale ha trasformato profondamente l’approccio di aziende e clienti, che diventano sempre più luoghi di confronto e di crescita professionale. Da qui, il nostro impegno ad arricchire le giornate di lavoro con momenti formativi, qualificati e concreti». I mercati internazionali sono un obiettivo prioritario? «Il valore dell’internazionalizzazione è uno dei temi portanti con i quali si confronta quotidianamente non soltanto il Tarì, una anche l’intero Distretto orafo campano. Il nostro impegno è spingere sempre più lontano lo sguardo, incoraggiando le nostre aziende ad assumere, nei confronti di mercati nuovi e sfidanti, sempre maggiore consapevolezza e competenze».