<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" >

<channel>
	<title>Centro Orafo il Tarì</title>
	<atom:link href="https://tari.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://tari.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Aug 2026 07:40:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://tari.it/wp-content/uploads/2025/07/favico-tari-1-150x133.png</url>
	<title>Centro Orafo il Tarì</title>
	<link>https://tari.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Gioielli online sotto accusa: cadmio oltre i limiti in prodotti venduti su Amazon e TikTok Shop</title>
		<link>https://tari.it/news/gioielli-online-sotto-accusa-cadmio-oltre-i-limiti-in-prodotti-venduti-su-amazon-e-tiktok-shop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289342</guid>

					<description><![CDATA[Una nuova indagine riaccende l&#8217;attenzione sulla sicurezza dei gioielli venduti attraverso i grandi marketplace online. Alcuni articoli commercializzati su Amazon e TikTok Shop nel Regno Unito sono risultati contenere quantità estremamente elevate di cadmio, un metallo pesante tossico classificato come cancerogeno per l&#8217;uomo. I prodotti sono stati acquistati nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta del Sunday Times e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova indagine riaccende l&#8217;attenzione sulla sicurezza dei gioielli venduti attraverso i grandi marketplace online. Alcuni articoli commercializzati su <strong>Amazon</strong> e <strong>TikTok Shop</strong> nel Regno Unito sono risultati contenere quantità estremamente elevate di <strong>cadmio</strong>, un metallo pesante tossico classificato come cancerogeno per l&#8217;uomo. I prodotti sono stati acquistati nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta del <em>Sunday Times</em> e sottoposti ad analisi indipendenti presso il <strong>Birmingham Assay Office</strong>, organismo specializzato nella verifica della composizione dei metalli preziosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpa-warning wpa-image-missing-alt size-medium wp-image-289345 alignleft" src="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/08/cadmio-anelli-braccialetti-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" data-warning="Testo alt mancante" /></div>
<p>I risultati hanno evidenziato casi particolarmente significativi. Un anello venduto su Amazon per <strong>2,99 sterline</strong> e presentato come realizzato in argento sterling 925 è risultato composto per il <strong>92,3% da cadmio</strong>, una concentrazione superiore di oltre <strong>9.000 volte</strong> al limite previsto dalla normativa britannica. Un altro caso riguarda alcuni charm commercializzati come “Tibetan Silver” e “999 silver”, nei quali il livello di cadmio è risultato quasi 5.000 volte superiore al limite consentito.</p>
<p>Anche su <strong>TikTok Shop</strong> sono emerse irregolarità. I charm di un bracciale presentato come argento 925 sono risultati composti per il <strong>33% da cadmio</strong>, circa 3.300 volte il limite britannico dello <strong>0,01%</strong> previsto per la gioielleria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il problema della falsa composizione</strong></p>
<p>Il caso solleva una questione che va oltre la semplice presenza di sostanze potenzialmente pericolose: alcuni prodotti risultavano infatti <strong>commercializzati con indicazioni sulla composizione non corrispondenti ai risultati delle analisi</strong>. Un gioiello identificato come “925 silver”, per esempio, dovrebbe contenere almeno il 92,5% di argento, mentre l&#8217;anello sottoposto a verifica conteneva una quantità quasi interamente costituita da cadmio.</p>
<p>Il cadmio tende ad accumularsi nell&#8217;organismo e l&#8217;esposizione prolungata può provocare danni a diversi organi e alle ossa; il metallo è inoltre riconosciuto come cancerogeno. Gli esperti citati nell&#8217;inchiesta sottolineano che il rischio è particolarmente rilevante quando gli oggetti vengono portati alla bocca o entrano in contatto con pelle danneggiata o perforata.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Marketplace e responsabilità</strong></p>
<p style="text-align: left;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" src="https://www.consorzionetcomm.it/wp-content/uploads/2025/05/logo-tik-tok-shop-socio-netcomm.jpg" alt="Tik Tok Shop - Soci Consorzio Netcomm" width="290" height="290" />La vicenda riporta quindi al centro il tema dei controlli sulla vendita di gioielli attraverso piattaforme digitali. Amazon ha dichiarato di prendere sul serio la sicurezza dei consumatori e di aver avviato un&#8217;indagine interna, procedendo alla rimozione dei prodotti non conformi individuati. <strong>TikTok Shop</strong>, dopo essere stata informata del caso, ha invece confermato di aver bandito il venditore coinvolto e di aver disposto il richiamo del bracciale.</p>
<p style="text-align: left;">
Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato. Le autorità britanniche avevano già segnalato nel 2025 gioielli venduti attraverso Amazon con concentrazioni di cadmio superiori ai limiti consentiti e, nel giugno 2026, hanno respinto alla frontiera un lotto di anelli venduti tramite la piattaforma dopo aver rilevato una concentrazione di cadmio dell&#8217;<strong>86,7%</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright" src="https://static.vecteezy.com/ti/vettori-gratis/p1/14018561-amazon-logo-su-trasparente-sfondo-gratuito-vettoriale.jpg" alt="amazon logo su trasparente sfondo 14018561 Arte vettoriale a Vecteezy" width="263" height="263" /><br />
Per l&#8217;industria della gioielleria, il caso evidenzia ancora una volta quanto <strong>tracciabilità, correttezza delle informazioni e controllo della filiera</strong> siano diventati elementi essenziali, soprattutto nell&#8217;e-commerce. La crescita delle piattaforme digitali ha ampliato enormemente l&#8217;accesso al mercato, ma rende allo stesso tempo più complesso verificare l&#8217;origine e la conformità dei prodotti offerti ai consumatori.</p>
<p style="text-align: right;">
La questione assume particolare rilievo anche alla luce delle nuove regole sulla sicurezza dei prodotti, che richiedono una maggiore responsabilizzazione degli operatori lungo tutta la filiera. Per il gioiello, la trasparenza sulla composizione dei materiali non è soltanto una questione di valore commerciale: è una condizione fondamentale per tutelare il consumatore e preservare la credibilità dell&#8217;intero settore.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I diamanti colorati confermano la loro solidità nonostante l&#8217;incertezza globale</title>
		<link>https://tari.it/news/i-diamanti-colorati-confermano-la-loro-solidita-nonostante-lincertezza-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289334</guid>

					<description><![CDATA[In un contesto economico segnato da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e rallentamento dei consumi, il segmento dei diamanti colorati continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta. Le pietre più rare e pregiate mantengono infatti una domanda elevata, confermandosi tra gli asset più ricercati dai collezionisti e dagli investitori internazionali. Secondo gli ultimi dati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un contesto economico segnato da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e rallentamento dei consumi, il segmento dei diamanti colorati continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta. Le pietre più rare e pregiate mantengono infatti una domanda elevata, confermandosi tra gli asset più ricercati dai collezionisti e dagli investitori internazionali.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati della <strong>Fancy Color Research Foundation</strong>, il mercato ha registrato soltanto una lieve flessione nei prezzi durante il primo trimestre del <strong>2026</strong>, con una diminuzione dello <strong>0,2%</strong> dell&#8217;indice di riferimento. Un calo contenuto che riflette più il clima di prudenza generale del comparto che un reale indebolimento della domanda.</p>
<div class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpa-warning wpa-image-missing-alt size-medium wp-image-289337 alignleft" src="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/08/Diamanti-colorati1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" data-warning="Testo alt mancante" /></div>
<div class="wp-block-image"></div>
<p>A sostenere il mercato sono soprattutto i diamanti caratterizzati da elevata saturazione cromatica, dimensioni importanti e rarità. Le pietre di qualità superiore continuano infatti ad attirare l&#8217;interesse di collezionisti e investitori, mentre il mercato si orienta sempre più verso acquisti selettivi, privilegiando esemplari unici e con un forte potenziale di conservazione del valore nel tempo.</p>
<p>La situazione si differenzia da quella del mercato dei diamanti bianchi tradizionali, che nel corso del <strong>2026</strong> continua a confrontarsi con una domanda più debole e con le conseguenze delle tensioni geopolitiche e commerciali. In questo scenario, i diamanti colorati confermano una maggiore resilienza grazie alla loro estrema rarità e alla limitata disponibilità sul mercato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wpa-warning wpa-image-missing-alt size-medium wp-image-289339 alignleft" src="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/08/Diamanti-colorati2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" data-warning="Testo alt mancante" /></p>
<p>Anche le principali aste internazionali continuano a registrare risultati significativi per le gemme più eccezionali. Le aggiudicazioni record ottenute da diamanti colorati di alta qualità dimostrano come il segmento più esclusivo della gioielleria resti sostanzialmente immune alle oscillazioni che interessano altre fasce del mercato del lusso.</p>
<p>Per gli operatori del settore, il quadro conferma una tendenza ormai consolidata: in un periodo caratterizzato da forte incertezza economica, il valore della rarità continua a rappresentare uno dei principali fattori di stabilità. I diamanti colorati, soprattutto nelle qualità più pregiate, si confermano così tra le categorie più solide e ricercate dell&#8217;intero comparto delle pietre preziose.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il primo Cartier di Zidane va all’asta per ELA</title>
		<link>https://tari.it/news/il-primo-cartier-di-zidane-va-allasta-per-ela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289350</guid>

					<description><![CDATA[Il nuovo commissario tecnico della Francia mette in vendita il Pasha acquistato con il primo stipendio da calciatore. Il ricavato sosterrà la ricerca sulle leucodistrofie C’è un orologio che per Zinédine Zidane vale molto più di un segnatempo. È il Cartier Pasha che l’ex campione francese acquistò con il primo stipendio da calciatore, all’inizio della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;" id="il-nuovo-commissario-tecnico-della-francia-mette-in-vendita-il-pasha-acquistato-con-il-primo-stipendio-da-calciatore-il-ricavato-sosterra-la-ricerca-sulle-leucodistrofie"><strong>Il nuovo commissario tecnico della Francia mette in vendita il Pasha acquistato con il primo stipendio da calciatore. Il ricavato sosterrà la ricerca sulle leucodistrofie</strong></h2>
<p>C’è un orologio che per <strong>Zinédine Zidane</strong> vale molto più di un segnatempo. È il <strong>Cartier Pasha</strong> che l’ex campione francese acquistò con il primo stipendio da calciatore, all’inizio della carriera con il Bordeaux. Oggi, a distanza di oltre trent’anni, quello stesso orologio torna al centro della sua storia personale, ma con un nuovo significato: Zidane ha deciso di donarlo per un’asta benefica a sostegno di <strong>ELA International</strong>, l’associazione impegnata nella ricerca sulle leucodistrofie e nel sostegno alle famiglie colpite da queste rare malattie genetiche.</p>
<p>La vendita si terrà il <strong>9 novembre 2026 a Ginevra</strong>, nell’ambito dell’asta <em>Rare Watches</em> di <strong>Christie’s</strong>. Il Pasha di Zidane sarà il protagonista di <em>Watches for ELA</em>, iniziativa che riunisce circa venti segnatempo messi a disposizione da importanti maison e orologiai indipendenti per raccogliere fondi destinati all’associazione.</p>
<p>La scelta dell’orologio non è casuale. Il Pasha rappresenta infatti uno dei primi acquisti importanti della vita professionale di Zidane, quando il futuro campione del mondo muoveva ancora i primi passi nel calcio di alto livello. Un oggetto personale che oggi assume un valore particolare anche perché arriva sul mercato proprio nel momento in cui il suo proprietario apre un nuovo capitolo della propria carriera: <strong>Zidane è infatti il nuovo commissario tecnico della nazionale francese</strong>, alla quale è stato affidato il progetto dei prossimi quattro anni, fino ai Mondiali del 2030.</p>
<div class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpa-warning wpa-image-missing-alt aligncenter wp-image-289353" src="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-primo-Cartier-di-Zidane-va-allasta1-1022x1024.jpg" alt="" width="800" height="802" data-warning="Testo alt mancante" /></div>
<h1></h1>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Un orologio legato all’inizio della carriera</strong></h1>
<p>Il <strong>Cartier Pasha</strong> scelto da Zidane è caratterizzato dalla cassa in acciaio, dal bracciale coordinato e dai dettagli con cabochon di zaffiro che definiscono l’identità della collezione. Ma a renderlo speciale non sono soltanto le caratteristiche estetiche.</p>
<p>«Il Cartier Pasha è il primo orologio che mi sono regalato con il mio primo stipendio quando ero a Bordeaux», ha raccontato Zidane, spiegando di averlo acquistato quasi 35 anni fa e di averlo sempre conservato con cura.</p>
<p>È una provenienza che trasforma il segnatempo in una sorta di documento personale. Il Pasha accompagna infatti il passaggio dalla prima fase della carriera professionale alla consacrazione di uno dei più grandi numeri 10 della storia del calcio francese. Ora quella storia cambia proprietario e, soprattutto, destinazione.</p>
<p>Zidane ha scelto infatti di mettere a disposizione il proprio patrimonio personale per sostenere <strong>ELA International</strong>, associazione di cui è ambasciatore da oltre 25 anni. Nel corso del tempo il rapporto con ELA lo ha visto protagonista di diverse iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi, dalle attività nelle scuole alle aste di beneficenza, fino a imprese sportive realizzate per sostenere la causa dell’associazione.</p>
<div class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpa-warning wpa-image-missing-alt alignleft wp-image-289355 size-large" src="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-primo-Cartier-di-Zidane-va-allasta2-767x1024.jpg" alt="" width="767" height="1024" data-warning="Testo alt mancante" /></div>
<h1></h1>
<h1><strong>Il valore di una provenienza</strong></h1>
<p>Nel mondo delle aste di orologi la provenienza può trasformare un oggetto in qualcosa di molto più importante rispetto alle sue caratteristiche tecniche. È quello che accade con il Pasha di Zidane: il valore della vendita non risiede soltanto nel modello, ma nella possibilità di possedere un oggetto che ha accompagnato un momento preciso della vita di una delle figure più riconoscibili del calcio mondiale.</p>
<p>Il segnatempo racconta una storia fatta di esordi, successi e trasformazioni. E proprio questo legame personale è destinato a renderlo uno dei pezzi più attesi della vendita.</p>
<p>«Mi sono detto che un simile esemplare, così legato alla mia storia personale, potesse ora scrivere una nuova storia a sostegno delle famiglie dell’ELA», ha spiegato Zidane.</p>
<p>La nuova edizione di <em>Watches for ELA</em> porterà così all’asta una collezione nella quale l’orologeria incontra la solidarietà. La presentazione dei segnatempo è prevista a Ginevra dal <strong>2 al 4 settembre</strong>, mentre la vendita si svolgerà il 9 novembre da Christie’s.</p>
<p>Per Zidane, oggi alla guida dei Bleus dopo averne scritto una delle pagine più importanti da giocatore, il cerchio si chiude in modo simbolico: il primo orologio comprato con il primo stipendio lascia la sua collezione personale per contribuire a una causa che l’ex numero 10 sostiene da più di due decenni. Un Pasha che, dalla memoria privata di un campione, passa così a diventare uno strumento concreto di solidarietà.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il D.OR. Campania per le Aziende: Parliamo di GPSR</title>
		<link>https://tari.it/comunicati-stampa/il-d-or-campania-per-le-aziende-parliamo-di-gpsr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289263</guid>

					<description><![CDATA[“GPSR: guida pratica ai nuovi obblighi e alla gestione delle responsabilità aziendali” è il titolo del corso svolto in questi giorni al Tarì su iniziativa del Distretto orafo campano dal Prof. Claudio Tomassini, esperto di norme internazionali per il settore orafo, per portare all’attenzione delle aziende della filiera orafa regionale una delle nuove normative, ormai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“GPSR: guida pratica ai nuovi obblighi e alla gestione delle responsabilità aziendali</strong>” è il titolo del corso svolto in questi giorni al Tarì su iniziativa del Distretto orafo campano dal Prof. Claudio Tomassini, esperto di norme internazionali per il settore orafo, per portare all’attenzione delle aziende della filiera orafa regionale una delle nuove normative, ormai inderogabili, che regolano il mercato orafo.</p>
<p>Lo scorso 15 maggio, infatti, è stato pubblicato il D. Lgs. 8 aprile2026, n. 78, recante “<em>Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2023/988 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, sulla sicurezza generale dei prodotti”. Un </em>provvedimento che perfeziona il quadro applicativo del GPSR e, conseguentemente, invita tutte le imprese in tempi rapidi a dare pieno adempimento agli obblighi da questo prescritti.</p>
<p><strong>“Ho ritenuto necessario attivare immediatamente un servizio di informazione e di assistenza per tutte le aziende del Distretto orafo campano – <em>spiega il Presidente del D. OR. e del Centro orafo il Tarì Vincenzo Giannotti</em> – per facilitare la conoscenza dell’argomento e l’adozione tempestiva di tutte le misure necessarie per gestire correttamente questo nuovo obbligo, che ci vede tutti responsabili, a garanzia dei nostri consumatori”. </strong></p>
<p><strong><em>Prosegue il Presidente Giannotti:</em></strong><strong> “L’obiettivo del Distretto, anche attraverso queste iniziative, è sostenere gli imprenditori campani in modo concreto, affiancandoli attraverso il supporto di professionisti esperti del settore nelle loro attività attraverso momenti di formazione, sensibilizzazione e supporto.”</strong></p>
<p>Ma cosa si intende esattamente per GPSR? Le disposizioni del Regolamento riguardano tutte le imprese della catena distributiva (fabbricanti, importatori, distributori, dettaglianti, fornitori di servizi di logistica e fornitori di marketplaces online) e si applicano ai prodotti destinati al consumatore finale sul mercato europeo.</p>
<p>In altri termini, da questo momento in poi, ogni produttore dovrà predisporre e mettere a disposizione dei consumatori una documentazione completa, riportante tutte le informazioni relative al prodotto, tra cui istruzioni e avvertenze di sicurezza, e in particolar modo un’accurata analisi degli eventuali rischi per la salute e la sicurezza del consumatore connessi all’utilizzo del prodotto.</p>
<p><strong><em>Spiega il Prof. Tomassini</em></strong><strong>:</strong> <strong>“La sicurezza dei prodotti è un argomento in continua evoluzione a seguito dei progressi nella ricerca bio-medica e degli sviluppi tecnologici. A tal proposito si pensi che il Regolamento (UE) n. 1272/2008 sulla classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele ha avuto, sinora, ben 25 aggiornamenti. Per questo motivo le imprese sono chiamate a mantenersi costantemente informate in materia”.</strong></p>
<p><strong>Certamente il GPSR pone a carico delle imprese, e in specie dei fabbricanti e degli importatori, nuovi oneri e adempimenti, ma questi, se gestiti in modo efficace e proattivo, possono costituire anche una grande opportunità di crescita aziendale e di fidelizzazione della clientela. </strong></p>
<p>L’etichettatura dei prodotti, infatti, potrà  essere utilizzata come eccezionale canale di comunicazione diretta tra produttore e consumatore finale” e contribuire alla <em>customer satisfaction</em>.</p>
<p>Il GPSR è una realtà con la quale fare i conti, dunque, ma può trasformarsi in una preziosa opportunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GPSR, al Tarì un incontro per accompagnare le imprese nei nuovi obblighi</title>
		<link>https://tari.it/news/gpsr-al-tari-un-incontro-per-accompagnare-le-imprese-nei-nuovi-obblighi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289208</guid>

					<description><![CDATA[La sicurezza dei prodotti entra sempre più nel quotidiano delle imprese e, con il nuovo quadro normativo, coinvolge ogni anello della filiera. È stato questo il tema al centro dell’incontro “GPSR: Guida pratica ai nuovi obblighi e alla gestione delle responsabilità aziendali”, che si è svolto il 29 luglio nella Sala Convegni del Centro Orafo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sicurezza dei prodotti entra sempre più nel quotidiano delle imprese e, con il nuovo quadro normativo, coinvolge ogni anello della filiera. È stato questo il tema al centro dell’incontro <strong>“GPSR: Guida pratica ai nuovi obblighi e alla gestione delle responsabilità aziendali”</strong>, che si è svolto il 29 luglio nella <strong>Sala Convegni del Centro Orafo Il Tarì</strong>.</p>
<p>L’appuntamento, promosso e sostenuto dal <strong>Distretto Orafo Campano</strong>, ha offerto alle aziende del comparto orafo un momento di formazione dedicato alle novità introdotte dal <strong>D.Lgs. n. 78/2026</strong>, che definisce il quadro nazionale di applicazione e sanzioni collegato al <strong>Regolamento europeo (UE) 2023/988, il General Product Safety Regulation (GPSR).</strong></p>
<div class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpa-warning wpa-image-missing-alt aligncenter wp-image-289226 size-large" src="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_6125-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" data-warning="Testo alt mancante" srcset="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_6125-980x653.jpg 980w, https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_6125-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></div>
<div class="wp-block-image"></div>
<div class="wp-block-image"></div>
<p>A condurre l’incontro è stato <strong>Claudio Tomassini</strong>, docente esperto di Diritto del Settore Orafo, Gioielliero e Argentiero, che ha affrontato la normativa con un approccio prevalentemente operativo, concentrandosi sulle responsabilità che ricadono sui diversi soggetti della filiera.</p>
<p><strong>«Il GPSR è una normativa europea ancora poco conosciuta, che da una parte introduce nuovi obblighi a carico dei fabbricanti e di tutta la catena distributiva, ma dall’altra offre anche delle opportunità che, se adeguatamente colte, potrebbero contribuire in maniera significativa a rafforzare e sviluppare il rapporto tra produttore e consumatore finale»</strong>, ha sottolineato Tomassini, evidenziando così una delle prospettive più interessanti della nuova disciplina: non soltanto un insieme di adempimenti da rispettare, ma anche uno strumento attraverso cui rendere più trasparente e solido il rapporto lungo la filiera.</p>
<p>Il nuovo quadro regolamentare, infatti, non riguarda esclusivamente chi produce un gioiello. Produttori, importatori, distributori e dettaglianti sono chiamati oggi a conoscere e gestire specifici obblighi in materia di sicurezza, tracciabilità e informazioni sul prodotto. Una responsabilità che assume ulteriore rilevanza anche nel commercio online e nelle vendite attraverso marketplace e piattaforme digitali.</p>
<p>Durante l’incontro sono stati approfonditi alcuni degli adempimenti destinati a incidere maggiormente sull’organizzazione aziendale: dall’analisi dei rischi alla documentazione tecnica, dalla corretta identificazione degli operatori economici alla tracciabilità dei prodotti, fino alle informazioni e alle avvertenze da mettere a disposizione del consumatore.</p>
<p>Particolare attenzione è stata dedicata anche alla gestione delle non conformità. In caso di prodotto potenzialmente pericoloso, gli operatori devono essere in grado di intervenire tempestivamente, sospendendo la commercializzazione e collaborando con i fornitori e con le autorità competenti nelle eventuali procedure di richiamo o ritiro dal mercato.</p>
<div class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpa-warning wpa-image-missing-alt aligncenter wp-image-289231 size-large" src="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_6135-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" data-warning="Testo alt mancante" srcset="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_6135-980x653.jpg 980w, https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_6135-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un passaggio specifico ha riguardato il commercio elettronico, settore nel quale la normativa rafforza gli obblighi relativi alle informazioni sul prodotto e all’identificazione degli operatori. Per le gioiellerie che vendono attraverso il proprio sito, marketplace o altri canali digitali, diventa quindi fondamentale verificare che le informazioni richieste siano disponibili e correttamente gestite già nella fase di acquisto.</p>
<p>Il corso ha affrontato anche il nuovo sistema sanzionatorio, che prevede conseguenze amministrative e, nei casi più gravi, penali. Un aspetto che rende ancora più importante per le imprese adottare procedure interne capaci di garantire la corretta gestione della documentazione, della tracciabilità e delle eventuali segnalazioni.</p>
<p>L’incontro ha permesso così di tradurre una materia complessa in indicazioni direttamente applicabili alla gestione quotidiana dell’attività, mettendo in evidenza come la conformità non debba essere considerata soltanto un obbligo burocratico, ma parte integrante dell’organizzazione aziendale.</p>
<p>La scelta del <strong>D.OR. Campania</strong> di sostenere integralmente il costo dell’iniziativa ha consentito alle imprese partecipanti di accedere gratuitamente a una formazione specialistica, confermando il ruolo del Distretto nel fornire alle aziende del territorio strumenti concreti per affrontare l’evoluzione normativa.</p>
<p>Il <strong>Centro Orafo Il Tarì</strong> è stato quindi lo spazio di un confronto dedicato a un tema destinato ad assumere un peso crescente per il comparto. Per le imprese, conoscere le nuove regole significa oggi non soltanto ridurre il rischio di sanzioni, ma rafforzare sicurezza, trasparenza e affidabilità lungo tutta la filiera.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corallo e Cammeo di Torre del Greco: via libera nazionale alle IGP. Il riconoscimento sarà a disposizione di tutti i consorziati</title>
		<link>https://tari.it/news/corallo-e-cammeo-di-torre-del-greco-via-libera-nazionale-alle-igp-il-riconoscimento-sara-a-disposizione-di-tutti-i-consorziati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289195</guid>

					<description><![CDATA[Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha concluso favorevolmente l’istruttoria nazionale. Le due eccellenze torresi sono tra le prime quattro produzioni artigianali italiane ammesse alla fase europea. Torre del Greco, 29 luglio 2026 – Il Corallo di Torre del Greco e il Cammeo di Torre del Greco hanno ottenuto dal Ministero delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha concluso favorevolmente l’istruttoria nazionale. Le due eccellenze torresi sono tra le prime quattro produzioni artigianali italiane ammesse alla fase europea.</p>
<p>Torre del Greco, 29 luglio 2026 – Il Corallo di Torre del Greco e il Cammeo di Torre del Greco hanno ottenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy la decisione nazionale favorevole per la registrazione come Indicazioni Geografiche Protette per prodotti artigianali e industriali, le cosiddette IGP non-agri.</p>
<p>Le due domande presentate dal Consorzio Corallo e Cammeo Torrese rientrano tra le prime quattro accolte in Italia nell’ambito del nuovo sistema europeo di tutela, insieme al Vetro di Murano e al Merletto di Burano.</p>
<p>Si conclude così positivamente l’istruttoria nazionale prevista dal Regolamento (UE) 2023/2411 e disciplinata in Italia dal decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51. Le decisioni favorevoli saranno ora trasmesse dalla Direzione generale per la proprietà industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi all’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, che proseguirà l’esame delle domande a livello europeo fino alla registrazione finale delle denominazioni.</p>
<p>Uno degli aspetti più importanti del riconoscimento è la sua natura collettiva. Una volta ottenuta la registrazione definitiva, il marchio IGP non sarà riservato a una singola azienda, ma potrà essere utilizzato da tutti i consorziati per i prodotti conformi ai rispettivi disciplinari e nel rispetto delle procedure di controllo previste. Il riconoscimento diventerà, quindi, uno strumento concreto e condiviso a disposizione delle imprese del territorio per tutelare, certificare e valorizzare le proprie produzioni.</p>
<p>«Si tratta di un risultato di straordinaria importanza per Torre del Greco e per l’intero comparto del corallo e del cammeo», dichiara Vincenzo Aucella, Presidente del Consorzio Corallo e Cammeo Torrese. «Desidero innanzitutto ringraziare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’ottimo lavoro svolto e per la grande celerità con cui ha condotto l’istruttoria. Un ringraziamento particolare va alla Direzione generale per la proprietà industriale e all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che hanno seguito l’intero iter fin dall’inizio, garantendoci supporto continuo e aggiornamenti costanti durante tutte le diverse fasi».</p>
<p>«A nome mio e di tutto il Consorzio – prosegue Aucella – voglio ringraziare anche i nostri consulenti e, in particolar modo, il dott. Monticelli, che ha creduto insieme a noi in questo progetto fin dai suoi albori, mettendo a disposizione la propria professionalità, competenza e passione per aiutarci a raggiungere questo importante obiettivo».</p>
<p>«È fondamentale sottolineare che abbiamo intrapreso questo percorso per costruire un risultato collettivo, destinato a generare benefici per tutte le imprese del Consorzio. Una volta conclusa positivamente la registrazione europea, tutti i consorziati che rispetteranno il disciplinare potranno utilizzare il marchio IGP. Non sarà, dunque, il riconoscimento di una singola azienda, ma un patrimonio condiviso dell’intero comparto e del territorio di Torre del Greco».</p>
<p>«Adesso siamo davvero all’ultimo miglio. Attendiamo con ansia e fiducia la decisione dell’EUIPO, ma viviamo questo momento anche con grandissima soddisfazione: essere stati tra i primi in Italia a completare positivamente l’iter nazionale e ad arrivare alla fase europea rappresenta già un riconoscimento del valore storico, culturale, artigianale ed economico delle nostre lavorazioni. L’auspicio è che la registrazione definitiva possa offrire al Corallo di Torre del Greco e al Cammeo di Torre del Greco una tutela forte in tutta l’Unione europea, difendendone l’autenticità e valorizzando il loro legame indissolubile con il territorio».</p>
<p>Il riconoscimento delle due IGP rappresenterebbe uno strumento fondamentale per proteggere le denominazioni da imitazioni e usi impropri, garantire maggiore trasparenza ai consumatori e valorizzare un patrimonio produttivo che identifica Torre del Greco in tutto il mondo.<br />
Il Consorzio Corallo e Cammeo Torrese continuerà a seguire con la massima attenzione l’ultima fase dell’iter europeo, in attesa della decisione definitiva dell’EUIPO.</p>
<p><a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/igp-non-agri-via-libera-alle-prime-quattro-eccellenze-artigianali-italiane" target="_blank" rel="noopener">Comunicato Ministero</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Circolare FEDERORAFI: andamento Export Orafo-Argentiero – I Quadrimestre 2026 (-12,6%)</title>
		<link>https://tari.it/news/circolare-federorafi-andamento-export-orafo-argentiero-i-quadrimestre-2026-126/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289191</guid>

					<description><![CDATA[Nei primi quattro mesi dell’anno, l’industria orafa-argentiera-gioielliera ha registrato una contrazione dell’export pari al &#8211;12,6% in valore. Il dato, basato sulle elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Federorafi su fonte ISTAT, mostra comunque un recupero di due punti percentuali rispetto alla chiusura del primo trimestre. Analizzando i volumi della sola gioielleria da indosso, il periodo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi quattro mesi dell’anno, l’industria orafa-argentiera-gioielliera ha registrato una contrazione dell’export pari al &#8211;<strong>12,6%</strong> <u>in valore</u>. Il dato, basato sulle elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Federorafi su fonte ISTAT, mostra comunque un recupero di due punti percentuali rispetto alla chiusura del primo trimestre.<br />
Analizzando i <u>volumi</u> della sola gioielleria da indosso, il periodo gennaio-aprile 2026 evidenzia una flessione del -24,6%, condizionata principalmente dal calo delle spedizioni verso Romania, USA, Turchia e Hong Kong.<br />
Tornando ai <u>valori</u>, l’andamento negativo non è tuttavia generalizzato. Tra i mercati in crescita si distinguono la Svizzera (+54,8%), che si conferma il primo paese di destinazione, seguita da USA (+20,2%) e Francia (+23,6%), la quale supera gli Emirati Arabi Uniti. Al contrario, a causa del protrarsi del conflitto in Iran, l’export diretto verso gli Emirati Arabi Uniti ha ceduto il -26,9% nel quadrimestre.<br />
In controtendenza rispetto alla media settoriale, si rileva una dinamica positiva anche verso tre hub internazionali: Irlanda (+35,7%), Hong Kong (+29,0%) e Paesi Bassi (+49,9%). Si segnala infine il forte ridimensionamento della Turchia: dopo aver guidato la classifica dei top market nel 2024 e nel 2025, il paese scivola in ottava posizione a seguito di un crollo del -89,4%.<br />
Al seguente link <a href="https://v6merw6g.r.eu-central-1.awstrack.me/L0/https:%2F%2Fwww.federorafi.it%2F%3Fnltr=MTI4NzsyMDYxO2h0dHBzOi8vd3d3LmZlZGVyb3JhZmkuaXQvd3AtY29udGVudC91cGxvYWRzLzIwMjYvMDcvQ29Fcy0wNDIwMjZfVG9wMjBfcGFlc2ktZGktZGVzdGluYXppb25lX0FyY0ZFRC5wZGY7OzcyZTU2ODgwMjNkNzEwNTIxMDFhMGFkNThmNjUxMTlm/1/0107019face77353-e7aea3d1-f3e6-43b4-aac7-22cdde037508-000000/aTTEFug12nfAmkIJXUq_Pr_oh3Q=258" target="_blank" rel="noopener">CoEs 042026_Top20_paesi di destinazione_ArcFED</a> la tabella dei Top 20 Paesi di destinazione. Il report completo è disponibile per le aziende associate facendone richiesta alla Segreteria FEDERORAFI al seguente indirizzo <a href="mailto:info@federorafi.it">info@federorafi.it</a> .<br />
Si ricorda che a Vicenzaoro (sala Educational Hub) <strong>sabato 5 settembre 2026 alle ore 15:15</strong>, Confindustria FEDERORAFI e Intesa Sanpaolo presenteranno i dati aggiornati su trend materie prime, situazione congiunturale e sentiment imprenditori a livello nazionale e distrettuale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dopo la finale, resta il tempo: gli orologi che hanno accompagnato il Mondiale</title>
		<link>https://tari.it/news/dopo-la-finale-resta-il-tempo-gli-orologi-che-hanno-accompagnato-il-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289188</guid>

					<description><![CDATA[Sono passate due settimane dalla finale dei Mondiali 2026, ma l’ultima partita del torneo continua a lasciare tracce ben oltre il campo. La Spagna ha conquistato il titolo, il calcio ha sperimentato una nuova dimensione dello spettacolo e, tra tribune, cerimonie e festeggiamenti, anche l’orologeria ha trovato il proprio palcoscenico. Le grandi competizioni sportive sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passate due settimane dalla finale dei <strong>Mondiali 2026</strong>, ma l’ultima partita del torneo continua a lasciare tracce ben oltre il campo. La Spagna ha conquistato il titolo, il calcio ha sperimentato una nuova dimensione dello spettacolo e, tra tribune, cerimonie e festeggiamenti, anche l’orologeria ha trovato il proprio palcoscenico.</p>
<p>Le grandi competizioni sportive sono ormai diventate appuntamenti strategici per le maison. Non soltanto perché riuniscono milioni di spettatori, ma perché concentrano nello stesso luogo sportivi, celebrity, ambassador e collezionisti. Il risultato è una vetrina spontanea – e allo stesso tempo attentamente costruita – nella quale il segnatempo al polso diventa parte dell’immagine pubblica.</p>
<p>La finale tra Spagna e Argentina ha offerto così una fotografia particolarmente interessante del momento. Non esiste un unico modello dominante: accanto ai grandi classici compaiono pezzi estremamente complicati, interpretazioni sportive, edizioni limitate e orologi pensati per essere immediatamente riconoscibili.</p>
<p>Tra i più vistosi c’era il <strong>Rolex Cosmograph Daytona “Rainbow”</strong> scelto da <strong>Carlos Alcaraz</strong>. Il tennista spagnolo ha avuto un ruolo nella cerimonia pre-partita, portando in campo insieme a <strong>Jung Ho-yeon</strong> il baule <strong>Louis Vuitton</strong> con la Coppa del Mondo. Al polso, il Daytona in oro giallo 18 carati con indici in zaffiri baguette aggiungeva alla scena un elemento di forte riconoscibilità.<br />
div class=&#8221;getty embed image&#8221; style=&#8221;background-color:#fff;display:inline-block;font-family:Roboto,sans-serif;color:#a7a7a7;font-size:11px;width:100%;max-width:594px;&#8221;&gt;</p>
<div style="padding: 0; margin: 0; text-align: left;"><a style="color: #a7a7a7; text-decoration: none; font-weight: normal !important; border: none; display: inline-block;" href="https://www.gettyimages.com/detail/2286790768" target="_blank" rel="noopener">Embed from Getty Images</a></div>
<div style="overflow: hidden; position: relative; height: 0; padding: 61.616165% 0 0 0; width: 100%;"><iframe loading="lazy" style="display: inline-block; position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; margin: 0;" src="//embed.gettyimages.com/embed?assets=2286790768,2286789662,2286790742&amp;et=2sp_lPVGQG5SAlJ-kYwNJw&amp;tld=com&amp;sig=_fd437NGT94U6nhOz8w2-DoSyOXV7-hyug6Pe_TRilQ=&amp;caption=true&amp;ver=1" width="594" height="366" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></div>
<p>Se Alcaraz ha rappresentato il legame tra sport e lusso attraverso uno dei Rolex più desiderati dai collezionisti, <strong>Kevin Hart</strong> ha scelto una strada ancora più esclusiva. Il suo <strong>Audemars Piguet Royal Oak Perpetual Calendar Ultra-Thin “Luminary Edition”</strong>, ref. 26586BC, è stato prodotto in appena 25 esemplari. Un oggetto raro che appartiene a quella fascia dell’alta orologeria nella quale la limitatezza della produzione diventa parte integrante del valore.</p>
<p>La presenza di <strong>Audemars Piguet</strong> non si è fermata qui. <strong>Roman Reigns</strong> ha portato al polso il <strong>Royal Oak Offshore Selfwinding Flying Tourbillon Chronograph</strong>, con cassa da 43 mm in oro rosa e carbonio forgiato, mentre <strong>Draymond Green</strong> ha optato per il più teatrale <strong>Royal Oak Concept Black Panther Flying Tourbillon</strong>. Realizzato in titanio, il modello integra la scultura tridimensionale del personaggio Marvel nel movimento, trasformando il segnatempo in un vero oggetto da collezione.</p>
<div class="getty embed image" style="background-color: #fff; display: inline-block; font-family: Roboto,sans-serif; color: #a7a7a7; font-size: 11px; width: 100%; max-width: 594px;">
<div style="padding: 0; margin: 0; text-align: left;"><a style="color: #a7a7a7; text-decoration: none; font-weight: normal !important; border: none; display: inline-block;" href="https://www.gettyimages.com/detail/2286780677" target="_blank" rel="noopener">Embed from Getty Images</a></div>
<div style="overflow: hidden; position: relative; height: 0; padding: 73.23232% 0 0 0; width: 100%;"><iframe loading="lazy" style="display: inline-block; position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; margin: 0;" src="//embed.gettyimages.com/embed?assets=2286780677,2286776904,2286778567,2286781772,2281442959&amp;et=q2DUvGKaQGpH6B4vgSGN4A&amp;tld=com&amp;sig=I87lNGKCzMSved3U6Qe-J2k3nXDR70vZ-GXLz3y0wag=&amp;caption=true&amp;ver=1" width="594" height="435" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></div>
</div>
<p>Il panorama cambia completamente con <strong>Logan Paul</strong>, che ha scelto il <strong>Patek Philippe Nautilus Chronograph ref. 5980/60G-001</strong>. La cassa in oro bianco da 40,5 mm, il quadrante blu-grigio soleil e il cinturino in materiale composito effetto denim costruiscono un’immagine più rilassata, pur rimanendo all’interno dell’alta orologeria.</p>
<p>Anche <strong>David Beckham</strong> ha confermato quanto il rapporto tra celebrity e maison sia ormai parte integrante della comunicazione dei grandi marchi. L’ex capitano inglese, ambassador <strong>Tudor</strong>, ha assistito alla finale con il nuovo <strong>Monarch</strong>, caratterizzato dal quadrante color salmone. Dopo il Black Bay 58 indossato a Wimbledon, un’altra scelta che lega il suo stile personale alla comunicazione della maison.</p>
<p>Più sorprendente è invece l’orologio scelto da <strong>Ronaldo</strong>. Durante l’Halftime Show, il primo nella storia della Coppa del Mondo, il Fenomeno è apparso accanto a <strong>Ronaldinho</strong> e <strong>Madonna</strong> con un <strong>F.P. Journe Élégante 48 mm Titalyt</strong>. Cassa importante, quadrante nero e cinturino in caucciù definiscono un segnatempo tecnico e contemporaneo, lontano dall’idea più prevedibile dell’orologio celebrativo.</p>
<p>La selezione si chiude con <strong>Luis de la Fuente</strong>, protagonista dell’altra metà della storia: quella che dal campo conduce direttamente alla vittoria. Il commissario tecnico della Spagna ha festeggiato il titolo con al polso un <strong>IWC Ingenieur Automatic 42</strong> in ceramica nera, modello che negli ultimi mesi è diventato uno degli elementi riconoscibili del suo stile.</p>
<div class="getty embed image" style="background-color: #fff; display: inline-block; font-family: Roboto,sans-serif; color: #a7a7a7; font-size: 11px; width: 100%; max-width: 594px;">
<div style="padding: 0; margin: 0; text-align: left;"><a style="color: #a7a7a7; text-decoration: none; font-weight: normal !important; border: none; display: inline-block;" href="https://www.gettyimages.com/detail/2287321331" target="_blank" rel="noopener">Embed from Getty Images</a></div>
<div style="overflow: hidden; position: relative; height: 0; padding: 66.66667% 0 0 0; width: 100%;"><iframe loading="lazy" style="display: inline-block; position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; margin: 0;" src="//embed.gettyimages.com/embed?assets=2287321331,2286794439,2286813272,2286810313&amp;et=czgz_BAXTUNsff8q0ka_Jg&amp;tld=com&amp;sig=GkLWoveH0CkbEsnVQF0cdVJwqzOwQFtsGd42rbTFC1U=&amp;caption=true&amp;ver=1" width="594" height="396" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></div>
</div>
<p>È proprio questa varietà a rendere interessante la passerella orologiera della finale. Il lusso non si presenta più attraverso un unico codice: può essere rappresentato dalla rarità di un calendario perpetuo, dalla spettacolarità di un tourbillon, dalla storia di un Rolex, dalla ricerca tecnica di un modello sportivo o dalla scelta personale di una celebrity.</p>
<p>Il calcio, intanto, continua a trasformarsi in una piattaforma globale nella quale sport, moda, intrattenimento e lusso convivono sempre più apertamente. E mentre la Coppa del Mondo torna in archivio, gli orologi rimangono come una delle fotografie più immediate di questa evoluzione: <strong>non semplici accessori, ma strumenti attraverso i quali i protagonisti dichiarano appartenenze, gusti e status</strong>.</p>
<p>A due settimane dal fischio finale, dunque, il Mondiale continua a segnare il tempo. Questa volta, letteralmente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Odissea: quando il gioiello diventa protagonista del mito</title>
		<link>https://tari.it/news/lodissea-quando-il-gioiello-diventa-protagonista-del-mito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289126</guid>

					<description><![CDATA[Con The Odyssey, il nuovo kolossal diretto da Christopher Nolan, il mito omerico torna sul grande schermo attraverso una rilettura spettacolare che affida anche al gioiello un ruolo centrale nella costruzione dell&#8217;identità dei personaggi. Accanto a Matt Damon nel ruolo di Ulisse, Anne Hathaway interpreta Penelope, mentre il cast comprende Tom Holland, Zendaya, Charlize Theron, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<p>Con <em><b>The</b> <b>Odyssey</b></em>, il nuovo kolossal diretto da <b>Christopher</b> <b>Nolan</b>, il mito omerico torna sul grande schermo attraverso una rilettura spettacolare che affida anche al gioiello un ruolo centrale nella costruzione dell&#8217;identità dei personaggi.</p>
<p>Accanto a <b>Matt</b> <b>Damon</b> nel ruolo di <b>Ulisse</b>, <b>Anne</b> <b>Hathaway</b> interpreta <b>Penelope</b>, mentre il cast comprende <b>Tom</b> <b>Holland</b>, <b>Zendaya</b>, <b>Charlize</b> <b>Theron</b>, <b>Lupita</b> <b>Nyong&#8217;o</b>, <b>Robert</b> <b>Pattinson</b> e <b>Samantha</b> <b>Morton</b>. A dare forma all&#8217;universo visivo del film è la costumista <strong>Ellen Mirojnick</strong>, già candidata all&#8217;Oscar per <em><b>Oppenheimer</b></em> e autrice dei costumi di produzioni iconiche come <em><b>Basic</b> <b>Instinct</b></em>, <em><b>Wall</b> <b>Street</b></em>, <em><b>The</b> <b>Greatest</b> <b>Showman</b></em> e <em><b>Bridgerton</b></em>.</p>
</div>
<p>Per <em>The Odyssey</em>, Mirojnick ha costruito un linguaggio estetico che coniuga rigore storico e sensibilità contemporanea. In questo contesto, il gioiello non rappresenta un semplice elemento decorativo, ma diventa simbolo di potere, appartenenza, memoria e sacralità.</p>
<p>Collari rigidi, bracciali scultorei, amuleti e collane sembrano provenire direttamente dagli scavi archeologici del Mediterraneo. Le superfici volutamente irregolari, l&#8217;oro caldo e materico e le forme ispirate ai reperti micenei e greci restituiscono un&#8217;estetica lontana dalla brillantezza perfetta della gioielleria contemporanea, privilegiando invece il fascino della materia e della storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image">
<div id="attachment_289129" style="width: 1370px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-289129" class="wpa-warning wpa-image-missing-alt wp-image-289129 size-full" src="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/Odyssey.webp" alt="Una scena de L'Odissea ©Universal/Courtesy Everett Collection" width="1360" height="765" data-warning="Testo alt mancante" srcset="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/Odyssey.webp 1360w, https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/Odyssey-1280x720.webp 1280w, https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/Odyssey-980x551.webp 980w, https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/Odyssey-480x270.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1360px, 100vw" /><p id="caption-attachment-289129" class="wp-caption-text">Una scena de L&#8217;Odissea ©Universal/Courtesy Everett Collection</p></div>
</div>
<p>Uno degli elementi più ricorrenti è il collare rigido, che richiama l&#8217;iconografia delle antiche civiltà mediterranee e dell’Oriente. Indossato dalle figure regali e divine, diventa una sorta di armatura simbolica, capace di comunicare immediatamente autorità e prestigio.</p>
<p>Particolarmente significativa è la caratterizzazione di <strong>Penelope</strong>, interpretata da <strong>Anne</strong> <strong>Hathaway</strong>. I suoi gioielli accompagnano il racconto della regina di Itaca attraverso collari che seguono la linea delle clavicole e bracciali essenziali, dove l&#8217;oro assume il valore della permanenza e della memoria più che quello dell&#8217;opulenza. Ogni elemento sembra evocare il peso dell&#8217;attesa e della fedeltà, trasformando il gioiello in un&#8217;estensione narrativa del personaggio.</p>
<div class="wp-block-image">
<div id="attachment_289127" style="width: 1610px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-289127" class="wpa-warning wpa-image-missing-alt wp-image-289127 size-full" src="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/MCDODYS_UV014.webp" alt="Una scena de L'Odissea ©Universal/Courtesy Everett Collection" width="1600" height="1067" data-warning="Testo alt mancante" srcset="https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/MCDODYS_UV014.webp 1600w, https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/MCDODYS_UV014-1280x854.webp 1280w, https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/MCDODYS_UV014-980x654.webp 980w, https://tari.it/wp-content/uploads/2026/07/MCDODYS_UV014-480x320.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1600px, 100vw" /><p id="caption-attachment-289127" class="wp-caption-text">Una scena de L&#8217;Odissea ©Universal/Courtesy Everett Collection</p></div>
</div>
<p>Diversa l&#8217;immagine di <strong>Elena di Troia</strong>, affidata a <strong>Lupita</strong> <strong>Nyong&#8217;o</strong>. Le prime immagini promozionali suggeriscono una gioielleria più monumentale, fatta di collari scultorei e importanti elementi dorati che richiamano i tesori delle corti micenee, rafforzando l&#8217;aura quasi divina della donna che, secondo il mito, diede origine alla guerra di Troia.</p>
<p>Anche i bracciali assumono un ruolo preciso. Rigidi, spesso indossati singolarmente o sovrapposti, richiamano reperti archeologici realmente rinvenuti nelle isole dell&#8217;Egeo e testimoniano una lavorazione volutamente essenziale, priva di eccessi decorativi. Oggetti che sembrano aver attraversato i secoli, più che essere stati appena realizzati.</p>
<p>Le collane, infine, diventano vere e proprie mappe narrative. Placche d&#8217;oro, pendenti e amuleti evocano tesori tramandati attraverso generazioni, capaci di raccontare viaggi, eredità familiari e trasformazioni personali. Ogni imperfezione sembra custodire una memoria, restituendo quella dimensione di autenticità che oggi rappresenta uno dei linguaggi più ricercati anche nella gioielleria contemporanea.</p>
<p>Non è un caso che <em><strong>The</strong></em><em> <strong>Odyssey</strong></em> arrivi in un momento in cui la gioielleria internazionale guarda con crescente interesse alle forme dell&#8217;antichità. L&#8217;oro materico, le superfici irregolari e le ispirazioni archeologiche sono ormai protagonisti delle collezioni di alta gioielleria e delle passerelle</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>D.OR. e Confartigianato Campania: al via la sinergia. Firmato al Tarì il protocollo d’intesa</title>
		<link>https://tari.it/news/d-or-e-confartigianato-campania-al-via-la-sinergia-firmato-al-tari-il-protocollo-dintesa-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Melania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tari.it/?p=289122</guid>

					<description><![CDATA[Firmato al Centro orafo il Tarì il Protocollo d’Intesa tra Distretto orafo e Confartigianato imprese Campania alla presenza del presidente del Distretto orafo campano Vincenzo Giannotti, del presidente di Confartigianato Imprese Campania Franco Risi e del segretario generale Luca Pietroluongo. Il protocollo si inserisce nella logica di sistema che il Distretto sta costituendo sull’intero territorio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Firmato al Centro orafo il Tarì il Protocollo d’Intesa tra Distretto orafo e Confartigianato imprese Campania alla presenza del presidente del Distretto orafo campano Vincenzo Giannotti, del presidente di Confartigianato Imprese Campania Franco Risi e del segretario generale Luca Pietroluongo.</p>
<p>Il protocollo si inserisce nella logica di sistema che il Distretto sta costituendo sull’intero territorio campano per favorire il dialogo tra i principali attori del sistema e contribuire alla costruzione di politiche condivise per il settore.</p>
<p>“Mai come in questo periodo è necessario – <em>spiega il presidente del D.OR. e del Centro orafo il Tarì Vincenzo Giannotti </em>– creare forti sinergie e agire in una logica di sistema di cui siano partecipi tutte le principali rappresentanze del mondo delle imprese, insieme alle istituzioni, affinché i nostri imprenditori possano acquisire la forza competitiva che fa la differenza sui mercati internazionali”.</p>
<p>“Siamo molto soddisfatti – <em>dichiara il presidente di Confartigianato Campania Franco Risi</em> – di questo accordo, che ci consentirà di portare anche il nostro contributo al rafforzamento della filiera e di sostenere, attraverso azioni mirate e concrete, gli interessi degli artigiani e delle piccole e medie imprese del mondo orafo sul territorio regionale”.</p>
<p>Tra i principali obiettivi, quello di costituire un’accurata mappatura delle imprese orafe regionali, finalizzata ad avviare attività di indagine su fabbisogni delle imprese, e di avviare una serie di azioni concrete in tema di internazionalizzazione: dal rafforzamento degli incentivi alla partecipazione alle fiere internazionali di settore, alla condivisione di progetti di sistema sui mercati esteri.</p>
<p>Il protocollo d’intesa tra D.OR. Confartigianato imprese Campania prosegue la costituzione della rete di interlocuzioni istituzionali del Distretto già attiva con Confindustria Federorafi, Confindustria Campania, Federpreziosi Confcommercio, CNA e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, e conferma il valore e la rappresentatività di una filiera di eccellenza, capace di coniugare e di portare nel mondo tradizione manifatturiera, creatività e competitività.</p>
<p>Il Distretto orafo, unico formalmente costituito in Italia, rappresenta l’identità della gioielleria campana: un heritage di creatività e tradizione profondamente legato alla cultura millenaria di una regione ricca di fascino e di storia, cullata dalla bellezza della natura nel cuore del Mediterraneo.</p>
<p>La mission del D.OR., nato su impulso della Regione Campania  nel 2024, è dare slancio internazionale a questo immenso patrimonio di esperienze, che il mondo da sempre apprezza e ama come massima espressione del Made in Italy.</p>
<p>Il Distretto è fondato sulla filiera produttiva e distributiva della gioielleria campana, concentrata nei poli produttivi di Marcianise, Napoli e Torre del Greco: Il Centro orafo il Tarì, Oromare, il Consorzio antico Borgo orefici e il Consorzio del corallo e cammeo di Torre del Greco.</p>
<p>Insieme, questi poli produttivi rappresentano oltre 650 aziende di produzione, distribuzione e servizi: realtà ricche di esperienze e unicità, ciascuna con la propria specifica identità, protagoniste dei mercati internazionali grazie a design e qualità. La filiera si completa con circa 1.300 punti vendita, pari a circa il 15% del dettaglio orafo italiano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
