{"id":292810,"date":"2026-10-13T14:41:59","date_gmt":"2026-10-13T12:41:59","guid":{"rendered":"https:\/\/tari.it\/?p=292810"},"modified":"2026-10-27T14:43:00","modified_gmt":"2026-10-27T13:43:00","slug":"il-mattino-ed-caserta-settore-orafo-incubo-rapine-e-spaccate-ma-il-97-riaprirebbe-una-gioielleria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tari.it\/en\/rassegna-stampa\/il-mattino-ed-caserta-settore-orafo-incubo-rapine-e-spaccate-ma-il-97-riaprirebbe-una-gioielleria\/","title":{"rendered":"IL MATTINO (ED. CASERTA): Settore orafo, incubo rapine e &#8220;spaccate&#8221; ma il 97% riaprirebbe una gioielleria"},"content":{"rendered":"<p>IL SONDAGGIO Quasi il 62% degli operatori del settore orafo sostiene di sentirsi poco o per nulla sicuro quando lavora nei propri locali. Ma il 97% del campione che ha risposto al sondaggio dichiara che aprirebbe ancora una gioielleria. Sono alcuni dei numeri emersi ieri mattina al Centro orafo &#8220;Il <span class=\"hiterm\">Tar\u00ec<\/span>&#8221; di Marcianise, durante il talk &#8220;Sicurezza e legalit\u00e0: prevenire per proteggere&#8221;, dedicato alla tutela degli operatori del settore, nell&#8217;ambito dell&#8217;edizione di &#8220;Open&#8221;, l&#8217;evento che celebra i trent&#8217;anni della struttura. Un momento di confronto tra istituzioni e rappresentanti del settore, con la partecipazione della prefetta Lucia Volpe, del vicecomandante generale dell&#8217;Arma dei carabinieri, Massimo Mennitti, del questore Andrea Grassi, del presidente di Federpreziosi Confcommercio, Stefano Andreis, e del presidente del <span class=\"hiterm\">Tar\u00ec<\/span>, Vincenzo Giannotti.<br \/>\nLE RISPOSTE \u00c8 il 61,9%, per la precisione, il dato degli operatori che ritiene di lavorare in condizioni di insicurezza. Diversi i crimini che spaventano il settore orafo. Al primo posto le rapine, temute dal 57%. Seguono i furti con destrezza (43%), le spaccate (35%) e le effrazioni durante l&#8217;orario di chiusura (33%). Proprio i momenti in cui si abbassano le serrande, sono quelli pi\u00f9 temuti.<br \/>\nPer il 62% di chi ha partecipato al sondaggio, le attivit\u00e0 commerciali sono pi\u00f9 vulnerabili proprio nella fascia di chiusura.<br \/>\nPer pi\u00f9 dell&#8217;80%, insomma, la paura incide sulla serenit\u00e0 professionale. E per questo sono diversi i sistemi di protezioni adottati. Quasi la totalit\u00e0 dei negozi, il 90%, dispone di telecamere; il 66,7% \u00e8 tutelato da una copertura assicurativa; il 24% \u00e8 dotato di sistemi nebbiogeni e il 22,6% \u00e8 difeso dalla vigilanza privata. Ma i sistemi di protezione, spesso, hanno costi elevati.<br \/>\nE allora il 90% degli operatori lamenta la mancanza di incentivi, mentre il 27% vorrebbe pi\u00f9 sostenibilit\u00e0 assicurativa. Pi\u00f9 del 25%, infine, chiede pi\u00f9 visibilit\u00e0 delle forze dell&#8217;ordine e controllo territoriale. Dati che sono stati portati, ieri, al centro del dibattito.<br \/>\nGLI INTERVENTI E subito dalla prefetta Volpe \u00e8 partito un appello ai commercianti: \u00ab\u00c8 importante denunciare sempre gli atti violenti che si verificano, perch\u00e9 l&#8217;interscambio dei dati permette di individuare dettagli utili alle forze di polizia che devono intervenire\u00bb.<br \/>\nPoi l&#8217;annuncio della convocazione, a breve, di un nuovo comitato per verificare i risultati ottenuti dopo il rinnovo del protocollo sulla sicurezza con Federpreziosi. \u00abBisogna sempre calibrare il protocollo nei contesti provinciali ha sottolineato Volpe Il dialogo e il confronto sono necessari per far in modo che chi deve operare possa muoversi con cognizione di causa\u00bb.<br \/>\nE dalla sicurezza \u00e8 partita anche la riflessione del vicecomandante generale dei carabinieri Mennitti: \u00abAssistiamo a una diminuzione complessiva dei reati ma aumenta la percezione di insicurezza della popolazione, per cui \u00e8 necessario stare vicino ai cittadini che ne hanno bisogno. Ma \u00e8 anche importante verificare il funzionamento e la qualit\u00e0 delle immagini delle telecamere, cos\u00ec come non bisogna mai cancellare lo storage, perch\u00e9 spesso le indagini vanno a ritroso nel tempo per scovare dettagli utili\u00bb. Condivisione e confronto, due parole chiave secondo il questore Grassi: \u00abLa ricetta \u00e8 mettere accanto alla parola sicurezza una qualificazione: sicurezza partecipata e condivisa.<br \/>\nDobbiamo avere pazienza e cura di applicarla. Questa \u00e8 la strada da percorrere, mettere al centro la sicurezza ma anche il problema e la condivisione delle soluzioni\u00bb. Sicurezza legata anche agli strumenti utili a combatterla: \u00ab\u00c8 stato avvilente e preoccupante scoprire che una citt\u00e0 come Caserta, per esempio, non \u00e8 dotata di un sistema urbano di videosorveglianza. Ma \u00e8 da iniziative di confronto come questa che viene il coraggio di cambiare le cose\u00bb, ha aggiunto Grassi. Strumenti operativi fondamentali anche per il direttore del <span class=\"hiterm\">Tar\u00ec<\/span>, Vincenzo Giannotti: \u00abCome Centro orafo ci autodifendiamo e ora stiamo anche valutando l&#8217;utilizzo di droni per videosorvegliare l&#8217;area dall&#8217;alto. Altri strumenti importanti sono dialogo, formazione e aggiornamento costante, ma il punto focale resta il coordinamento per centralizzare necessit\u00e0 e sviluppo delle situazioni\u00bb. Per Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio, infine, assume grande rilievo sottoscrivere un&#8217;assicurazione. E allora lancia un appello al governo: \u00abChiediamo un aiuto sui costi delle coperture. Va creata un&#8217;azione comune che renda pi\u00f9 sicuri i territori. Spesso chi viene danneggiato \u00e8 il pi\u00f9 &#8220;debole&#8221;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL SONDAGGIO Quasi il 62% degli operatori del settore orafo sostiene di sentirsi poco o per nulla sicuro quando lavora nei propri locali. Ma il 97% del campione che ha risposto al sondaggio dichiara che aprirebbe ancora una gioielleria. 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