{"id":290254,"date":"2026-10-11T12:40:26","date_gmt":"2026-10-11T10:40:26","guid":{"rendered":"https:\/\/tari.it\/?p=290254"},"modified":"2026-10-11T12:42:04","modified_gmt":"2026-10-11T10:42:04","slug":"il-mattino-tari-napoli-e-i-gioielli-trentanni-di-successi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tari.it\/en\/rassegna-stampa\/il-mattino-tari-napoli-e-i-gioielli-trentanni-di-successi\/","title":{"rendered":"IL MATTINO &#8211; Tar\u00ec, Napoli e i gioielli \u00abTrent&#8217;anni di successi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Portare la tradizione orafa napoletana dentro i nuovi consumi, le tecnologie e i mercati internazionali. \u00c8 stata questa la sfida al centro del convegno \u00ab1996\/2026: quando il mondo \u00e8 cambiato\u00bb, che si \u00e8 svolto ieri nell&#8217;ambito di Open, il salone della gioielleria italiana in corso fino a domani al <span class=\"hiterm\">Tar\u00ec<\/span>. Il confronto, nell&#8217;anno del trentennale del centro orafo, ha riunito il sociologo dei consumi Francesco Morace, Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio, e Vincenzo Giannotti, presidente del <span class=\"hiterm\">Tar\u00ec<\/span> e del Distretto orafo campano. Al centro, le trasformazioni degli stili di vita, delle abitudini di acquisto e del rapporto con il lusso: questioni che hanno interrogato il futuro delle imprese e delle botteghe di Napoli, da cui il progetto del <span class=\"hiterm\">Tar\u00ec<\/span> ha preso forma.<br \/>\nIl ricambio generazionale \u00e8 stato indicato come una delle risposte. \u00abLa sfida del futuro per il nostro settore riguarda l&#8217;innovazione, e passa sicuramente attraverso i giovani. Il nostro compito non \u00e8 inserirli nelle nostre aziende per limitarci ad insegnare, ma per ascoltarli e chiedere di condividere con noi la loro visione del futuro\u00bb, ha sottolineato il presidente di Federpreziosi Andreis. Un invito a ripensare il passaggio delle competenze, affiancando al sapere dei maestri artigiani lo sguardo di chi interpreta nuovi linguaggi e nuove esigenze. Per la manifattura napoletana, il confronto ha posto il tema di come custodire la qualit\u00e0 del lavoro e comprendere i cambiamenti della clientela. L&#8217;analisi del sociologo Morace ha messo a fuoco le dinamiche sociali che modificano consumi e comportamenti. \u00abL&#8217;imprenditore ha oggi l&#8217;obbligo di anticipare il cambiamento\u00bb, ha osservato il presidente del <span class=\"hiterm\">Tar\u00ec<\/span> Giannotti, richiamando l&#8217;attenzione alle tecnologie e all&#8217;uso consapevole dell&#8217;intelligenza artificiale, senza rinunciare alla creativit\u00e0 e alla cura del dettaglio. Il legame con Napoli ha attraversato il racconto del centro, nato nel 1996 a Marcianise dall&#8217;intuizione di un gruppo di imprenditori napoletani. L&#8217;obiettivo era dare alla tradizione orafa campana un&#8217;identit\u00e0 comune, spazi adeguati, sicurezza e strumenti per affacciarsi sui mercati esteri. Il bilancio del trentennale ha restituito le dimensioni del progetto: 400 aziende insediate e 2.500 addetti, mentre questa edizione di Open ha riunito 500 espositori tra residenti e ospiti. \u00abEssere soli non porta da nessuna parte. Sono le relazioni, il confronto, il dibattito a fare la differenza\u00bb, ha affermato Giannotti, alla guida anche del Distretto orafo campano. Una rete che si \u00e8 estesa su scala regionale, mettendo in relazione esperienze manifatturiere diverse, comprese quelle del corallo e del cammeo torrese. Nel confronto \u00e8 emerso anche il ruolo della <span class=\"hiterm\">Tar\u00ec<\/span> Design School, con circa 200 studenti l&#8217;anno e corsi per orafi, incastonatori, orologiai e gemmologi. Attraverso la Fondazione il <span class=\"hiterm\">Tar\u00ec<\/span>, il presidente ha inoltre annunciato l&#8217;intenzione di ampliare la formazione a organizzazione, sostenibilit\u00e0 e internazionalizzazione. La prospettiva internazionale ha dato concretezza al confronto sul futuro. Con \u00abCampania meets the world\u00bb, realizzato in collaborazione con Agenzia Ice, Open ha aperto le porte a operatori europei e delegazioni da Cina, Giappone, Macao, Thailandia e Stati Uniti. Per le imprese napoletane e campane, il salone ha offerto l&#8217;occasione di presentare collezioni, costruire relazioni commerciali e misurarsi con richieste differenti. Il programma ha affiancato agli incontri d&#8217;affari un approfondimento sugli strumenti di intelligenza artificiale per il lavoro in gioielleria e ha previsto per domani un confronto su sicurezza e legalit\u00e0. Il trentennale \u00e8 diventato cos\u00ec un&#8217;occasione per discutere la competitivit\u00e0 di una filiera radicata nella tradizione, che ha individuato nei giovani, nella formazione e nella collaborazione gli strumenti per continuare a crescere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Portare la tradizione orafa napoletana dentro i nuovi consumi, le tecnologie e i mercati internazionali. \u00c8 stata questa la sfida al centro del convegno \u00ab1996\/2026: quando il mondo \u00e8 cambiato\u00bb, che si \u00e8 svolto ieri nell&#8217;ambito di Open, il salone della gioielleria italiana in corso fino a domani al Tar\u00ec. 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