{"id":289471,"date":"2026-09-03T09:27:37","date_gmt":"2026-09-03T07:27:37","guid":{"rendered":"https:\/\/tari.it\/?p=289471"},"modified":"2026-09-03T09:27:37","modified_gmt":"2026-09-03T07:27:37","slug":"export-orafo-in-frenata-nei-primi-cinque-mesi-del-2026-litalia-perde-il-13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tari.it\/en\/news\/export-orafo-in-frenata-nei-primi-cinque-mesi-del-2026-litalia-perde-il-13\/","title":{"rendered":"Export orafo in frenata: nei primi cinque mesi del 2026 l\u2019Italia perde il 13%"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Il comparto orafo-argentiero-gioielliero italiano affronta i primi cinque mesi del <strong>2026<\/strong> con un quadro internazionale caratterizzato da una forte polarizzazione. Da un lato le esportazioni rallentano, dall\u2019altro le importazioni accelerano, mentre all\u2019interno dei diversi segmenti emergono dinamiche molto differenti. \u00c8 quanto rileva il Centro Studi di Confindustria Federorafi sulla base degli ultimi dati <strong>ISTAT<\/strong> relativi al periodo gennaio-maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Nei primi cinque mesi dell\u2019anno l\u2019export del settore ha raggiunto <strong>5,117 miliardi di euro<\/strong>, registrando una contrazione del <strong>13,0%<\/strong> rispetto allo stesso periodo del 2025. In direzione opposta si muovono le importazioni, che salgono del <strong>36,5%<\/strong>, arrivando a <strong>1,311 miliardi di euro<\/strong>. Il saldo commerciale rimane ampiamente positivo, pari a 3,806 miliardi, ma si riduce del 22,6%, con circa 1,114 miliardi in meno rispetto al surplus registrato nei primi cinque mesi del 2025.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wpa-warning wpa-image-missing-alt   aligncenter wp-image-289472 \" src=\"https:\/\/tari.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Export-orafo-in-frenata1-858x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"678\" data-warning=\"Testo alt mancante\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">A pesare maggiormente \u00e8 il segmento principale dell\u2019export italiano: l\u2019oreficeria e gioielleria in oro, che rappresenta l\u2019<strong>85,5%<\/strong> delle esportazioni considerate nell\u2019analisi. Nei primi cinque mesi del 2026 le vendite oltreconfine di gioielleria in oro sono diminuite del <strong>15,4%<\/strong>, raggiungendo 4,374 miliardi di euro. Un dato particolarmente significativo perch\u00e9 la contrazione riguarda anche i volumi: le quantit\u00e0 esportate sono diminuite del 15,8%, sostanzialmente in linea con il calo dei valori.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wpa-warning wpa-image-missing-alt  aligncenter wp-image-289476 \" src=\"https:\/\/tari.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Export-orafo-in-frenata3.jpg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"728\" data-warning=\"Testo alt mancante\" \/><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Il quadro cambia osservando gli altri materiali. La gioielleria in argento registra infatti una crescita del <strong>4,9% in valore<\/strong>, arrivando a 374,6 milioni di euro, nonostante una forte riduzione delle quantit\u00e0, pari al <strong>40,6%<\/strong>. Il dato conferma come il mercato stia privilegiando prodotti dal valore unitario pi\u00f9 contenuto. Ancora pi\u00f9 evidente \u00e8 la crescita della gioielleria da indosso in metalli comuni placcati, che aumenta del <strong>31,9% in valore<\/strong> e del <strong>111,6% in quantit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00c8 una dinamica che il Centro Studi collega anche alla pressione esercitata dall&#8217;aumento delle quotazioni dell\u2019oro. Il consumatore finale, di fronte a prezzi pi\u00f9 elevati, sembra orientarsi verso prodotti caratterizzati da un valore unitario inferiore, favorendo cos\u00ec segmenti alternativi all\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Non mancano, tuttavia, segnali positivi. L\u2019export di oggettistica in metalli preziosi cresce complessivamente del <strong>41,8%<\/strong>, sostenuto soprattutto dall\u2019argento, che registra un balzo del 113,3%. Anche i lavori in perle e pietre preziose proseguono il loro percorso di crescita, con un incremento del <strong>40,5%<\/strong>, mentre i cinturini per orologi in metalli preziosi e\/o placcati salgono del 22,7%.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wpa-warning wpa-image-missing-alt  aligncenter wp-image-289478 \" src=\"https:\/\/tari.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Export-orafo-in-frenata4-1022x1024.png\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"593\" data-warning=\"Testo alt mancante\" \/><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Svizzera e Stati Uniti trainano i principali mercati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Anche la geografia dell\u2019export restituisce un quadro tutt\u2019altro che omogeneo. La <strong>Svizzera<\/strong> torna al primo posto tra i mercati di destinazione e registra una crescita del <strong>55,4%<\/strong>, portando il valore delle esportazioni italiane a 937 milioni di euro. Seguono gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, con 593 milioni e una crescita del <strong>22,0%<\/strong>, e la <strong>Francia<\/strong>, che raggiunge 572 milioni segnando un significativo +48,7%.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Tra i mercati pi\u00f9 importanti, invece, gli <strong>Emirati Arabi Uniti<\/strong> rappresentano uno dei principali punti di debolezza: l\u2019export italiano verso il Paese scende del <strong>29,0%<\/strong>, arrivando a 447 milioni di euro. Il dato risente anche dell\u2019aggravarsi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Interessanti sono invece le performance di alcuni hub internazionali. L\u2019export verso l\u2019<strong>Irlanda<\/strong> cresce del 37,1%, quello verso <strong>Hong Kong<\/strong> del 23,3% e quello verso i <strong>Paesi Bassi<\/strong> del 43,8%.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wpa-warning wpa-image-missing-alt aligncenter wp-image-289480 \" src=\"https:\/\/tari.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Export-orafo-in-frenata5-861x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"725\" height=\"862\" data-warning=\"Testo alt mancante\" \/><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Il cambiamento pi\u00f9 radicale riguarda per\u00f2 la <strong>Turchia<\/strong>. Dopo essere stata il principale mercato di destinazione nel 2024 e nel 2025, nei primi cinque mesi del 2026 registra una contrazione del <strong>90,0%<\/strong>, scendendo a 152 milioni di euro e all\u2019ottavo posto della graduatoria. Il dato riporta le esportazioni verso il Paese su livelli sostanzialmente in linea con la media del periodo 2021-2022, dopo i valori eccezionali raggiunti nel 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Anche l\u2019Estremo Oriente presenta andamenti contrastanti. Crescono le esportazioni verso la <strong>Malaysia<\/strong>, in aumento del 52,3%, e verso la <strong>Corea del Sud<\/strong>, che registra un +23,6%. Al contrario, il Giappone arretra del 7,7%, mentre la Cina perde il 13,7% ed esce dalla Top20 dei mercati di destinazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il quadro che emerge dai primi dati del 2026 \u00e8 quindi quello di un settore ancora fortemente competitivo sui mercati internazionali, ma alle prese con un riequilibrio significativo. Il rallentamento dell\u2019export non \u00e8 uniforme e, soprattutto, non coinvolge allo stesso modo prodotti e destinazioni. L\u2019aumento del prezzo dell\u2019oro sta modificando le scelte di consumo e favorendo prodotti a minor valore unitario, mentre alcuni mercati internazionali continuano a offrire importanti opportunit\u00e0 di crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Per l\u2019industria italiana, la sfida dei prossimi mesi sar\u00e0 dunque quella di interpretare questi cambiamenti senza perdere terreno sui mercati pi\u00f9 strategici, sfruttando la capacit\u00e0 di diversificazione che i dati di inizio anno sembrano gi\u00e0 mettere in evidenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il comparto orafo-argentiero-gioielliero italiano affronta i primi cinque mesi del 2026 con un quadro internazionale caratterizzato da una forte polarizzazione. 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