{"id":287840,"date":"2026-05-13T17:00:43","date_gmt":"2026-05-13T15:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/tari.it\/?p=287840"},"modified":"2026-05-13T17:00:43","modified_gmt":"2026-05-13T15:00:43","slug":"credito-export-e-valore-il-nuovo-dialogo-tra-banche-e-industria-orafa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tari.it\/en\/news\/credito-export-e-valore-il-nuovo-dialogo-tra-banche-e-industria-orafa\/","title":{"rendered":"Credito, export e valore: il nuovo dialogo tra banche e industria orafa"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo orafo italiano vive una fase di profonda trasformazione. Da una parte la crescita dell\u2019export, la spinta verso l\u2019innovazione e la sostenibilit\u00e0; dall\u2019altra le tensioni geopolitiche, la volatilit\u00e0 del prezzo dell\u2019oro e la necessit\u00e0 di nuovi investimenti industriali. In questo scenario, il rapporto tra sistema bancario e imprese del gioiello assume un ruolo sempre pi\u00f9 strategico.<\/p>\n<p>Ne abbiamo parlato con Gaetano Mastellone, Commendatore al Merito della Repubblica Italiana con alle spalle una carriera ai vertici del sistema bancario e finanziario italiano e ruoli di consigliere di amministrazione in gruppi nazionali, come societ\u00e0 di navigazione, gruppo alberghiero. \u00c8 stato vice presidente di OBI &#8211; Osservatorio Banche e Imprese e consigliere in ABI Campania. Oggi Mastellone guida una boutique di consulenza strategica che opera con discrezione e visione al fianco delle imprese. \u00c8 inoltre Vice Presidente dell&#8217;Associazione Nazionale dei Commendatori d&#8217;Italia.<\/p>\n<ol>\n<li><strong> Il settore orafo italiano rappresenta una delle eccellenze manifatturiere del Paese. Quanto pesa oggi il comparto agli occhi del sistema bancario?<br \/>\n<\/strong>Chi ha trascorso anni ai vertici del sistema bancario e finanziario italiano sa bene che certi settori vengono guardati con rispetto, ma allo stesso tempo sono trattati con approssimazione. Quello relativo al gioiello italiano \u00e8 uno di questi. Stiamo parlando di un comparto che vale miliardi, con distretti come Valenza, Vicenza, Arezzo e quello campano che sono autentiche eccellenze mondiali. Credo che gli imprenditori di questo settore meriterebbero dal sistema creditizio un&#8217;attenzione molto pi\u00f9 strategica di quella che ricevono. Il comparto orafo non \u00e8 una nicchia, \u00e8 un pilastro del Made in Italy e va trattato come tale.<\/li>\n<li><strong> Le aziende, in particolare quelle del gioiello, stanno affrontando una fase di forte trasformazione tra digitalizzazione, sostenibilit\u00e0 e internazionalizzazione. Le banche sono pronte a supportare questo cambiamento?<br \/>\n<\/strong>Ancora non in modo adeguato e lo dico con la cognizione di chi il sistema bancario lo ha vissuto dall&#8217;interno per decenni, per oltre quarant\u2019anni. Le banche pi\u00f9 evolute stanno cercando di adeguarsi, ma la realt\u00e0 quotidiana di moltissime PMI del gioiello racconta ancora relazioni bancarie centrate sulla garanzia reale e poco orientate al progetto industriale. Digitalizzazione, sostenibilit\u00e0 e internazionalizzazione richiedono capitali pazienti e interlocutori che capiscano davvero il settore. Bisognerebbe aiutare di pi\u00f9 l&#8217;imprenditore nel dialogo con il sistema finanziario attraverso linguaggi e strumenti adeguati.<\/li>\n<li><strong> Il prezzo dell\u2019oro continua a registrare forti oscillazioni. Quanto diventa importante oggi per le imprese una corretta cultura finanziaria e una gestione evoluta del rischio?<br \/>\n<\/strong>L&#8217;oro a prezzi record non \u00e8 automaticamente una buona notizia per chi lo lavora. Pu\u00f2 diventare un problema serio se manca una cultura finanziaria adeguata. Ho incontrato imprenditori straordinari che si trovavano in difficolt\u00e0 non per colpa del mercato, ma per una gestione del rischio improvvisata. Il costo delle materie prime, dell&#8217;oro in particolare, pu\u00f2 erodere i margini in poche settimane. Gli strumenti di copertura esistono, funzionano, sono accessibili. Bisogna per\u00f2 saperli conoscere e usare. E\u2019 necessario che il sistema bancario si impegni di pi\u00f9 a portare all&#8217;interno delle imprese una mentalit\u00e0 finanziaria evoluta, quella che di solito appartiene alle grandi aziende ma che le PMI non possono pi\u00f9 permettersi di ignorare.<\/li>\n<li><strong> Molte aziende del comparto sono PMI familiari. Il passaggio generazionale rappresenta anche una sfida bancaria oltre che imprenditoriale?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 una delle sfide pi\u00f9 delicate e pi\u00f9 sottovalutate perch\u00e9 le banche tendono a leggere il cambio generazionale come un aumento del rischio. Personalmente lo vedo come un&#8217;opportunit\u00e0 straordinaria se gestita bene. In una parte della mia vita a fine anni \u201890 sviluppai un progetto con una societ\u00e0 di corporate finance di emanazione bancaria, della quale ero amministratore delegato, e accompagnavamo spesso queste transizioni: non solo sul piano finanziario, ma su quello organizzativo e strategico. Devo dire che lo facevamo con grosse difficolt\u00e0 perch\u00e9 allora non c\u2019era la mentalit\u00e0 giusta nella testa del Capo azienda. Oggi c\u2019\u00e8 pi\u00f9 sensibilit\u00e0 a ben gestire il passaggio generazionale. La nuova generazione di imprenditori \u00e8 pi\u00f9 aperta, pi\u00f9 digitale, pi\u00f9 internazionale.<\/li>\n<li><strong> Export e mercati internazionali sono ormai centrali per il gioiello italiano. Quali strumenti finanziari ritiene oggi fondamentali per sostenere la competitivit\u00e0 delle imprese all\u2019estero?<br \/>\n<\/strong>Esportare gioielli italiani nel mondo non si sostiene con il semplice fido di cassa. Servono strumenti dedicati: lettere di credito, polizze assicurative sull&#8217;export, finanziamenti in valuta, e soprattutto un utilizzo intelligente delle risorse SACE e SIMEST, che restano drammaticamente sottoutilizzate dalle PMI. \u00c8 uno dei temi su cui il sistema dovrebbe lavorare di pi\u00f9: accendere un faro su opportunit\u00e0 che esistono gi\u00e0, ma che nessuno ha mai spiegato all&#8217;imprenditore in modo chiaro. L&#8217;Italia ha strumenti pubblici eccellenti per l&#8217;internazionalizzazione. Il problema \u00e8 che spesso rimangono sulla carta.<\/li>\n<li><strong> Guardando al futuro, quale dovrebbe essere il nuovo rapporto tra banche e industria italiana per rafforzare il ruolo del Made in Italy nel mondo?<br \/>\n<\/strong>Il Made in Italy non ha bisogno di retorica, bens\u00ec di capitali, visione e partner finanziari davvero all&#8217;altezza. Dopo una carriera trascorsa tra banche, gruppi industriali e oggi con GMCONSULT, che lavora in modo volutamente discreto ma con una visione strategica precisa, sono convinto che il nuovo rapporto debba fondarsi su tre pilastri: conoscenza profonda dei settori produttivi, capacit\u00e0 di ragionare per filiere e non per singole posizioni ed una presenza territoriale che sia genuinamente consulenziale, non solo commerciale. Le banche italiane hanno storia, radicamento e intelligenza per farlo. Serve la volont\u00e0 di cambiare approccio perch\u00e9 il gioiello italiano nel mondo vince solo se ha alle spalle un sistema finanziario che ci crede davvero e che lo dimostra nei fatti, non nei convegni.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo orafo italiano vive una fase di profonda trasformazione. 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