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Il primo Cartier di Zidane va all’asta per ELA

Ago 6, 2026

Il nuovo commissario tecnico della Francia mette in vendita il Pasha acquistato con il primo stipendio da calciatore. Il ricavato sosterrà la ricerca sulle leucodistrofie

C’è un orologio che per Zinédine Zidane vale molto più di un segnatempo. È il Cartier Pasha che l’ex campione francese acquistò con il primo stipendio da calciatore, all’inizio della carriera con il Bordeaux. Oggi, a distanza di oltre trent’anni, quello stesso orologio torna al centro della sua storia personale, ma con un nuovo significato: Zidane ha deciso di donarlo per un’asta benefica a sostegno di ELA International, l’associazione impegnata nella ricerca sulle leucodistrofie e nel sostegno alle famiglie colpite da queste rare malattie genetiche.

La vendita si terrà il 9 novembre 2026 a Ginevra, nell’ambito dell’asta Rare Watches di Christie’s. Il Pasha di Zidane sarà il protagonista di Watches for ELA, iniziativa che riunisce circa venti segnatempo messi a disposizione da importanti maison e orologiai indipendenti per raccogliere fondi destinati all’associazione.

La scelta dell’orologio non è casuale. Il Pasha rappresenta infatti uno dei primi acquisti importanti della vita professionale di Zidane, quando il futuro campione del mondo muoveva ancora i primi passi nel calcio di alto livello. Un oggetto personale che oggi assume un valore particolare anche perché arriva sul mercato proprio nel momento in cui il suo proprietario apre un nuovo capitolo della propria carriera: Zidane è infatti il nuovo commissario tecnico della nazionale francese, alla quale è stato affidato il progetto dei prossimi quattro anni, fino ai Mondiali del 2030.

Un orologio legato all’inizio della carriera

Il Cartier Pasha scelto da Zidane è caratterizzato dalla cassa in acciaio, dal bracciale coordinato e dai dettagli con cabochon di zaffiro che definiscono l’identità della collezione. Ma a renderlo speciale non sono soltanto le caratteristiche estetiche.

«Il Cartier Pasha è il primo orologio che mi sono regalato con il mio primo stipendio quando ero a Bordeaux», ha raccontato Zidane, spiegando di averlo acquistato quasi 35 anni fa e di averlo sempre conservato con cura.

È una provenienza che trasforma il segnatempo in una sorta di documento personale. Il Pasha accompagna infatti il passaggio dalla prima fase della carriera professionale alla consacrazione di uno dei più grandi numeri 10 della storia del calcio francese. Ora quella storia cambia proprietario e, soprattutto, destinazione.

Zidane ha scelto infatti di mettere a disposizione il proprio patrimonio personale per sostenere ELA International, associazione di cui è ambasciatore da oltre 25 anni. Nel corso del tempo il rapporto con ELA lo ha visto protagonista di diverse iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi, dalle attività nelle scuole alle aste di beneficenza, fino a imprese sportive realizzate per sostenere la causa dell’associazione.

Il valore di una provenienza

Nel mondo delle aste di orologi la provenienza può trasformare un oggetto in qualcosa di molto più importante rispetto alle sue caratteristiche tecniche. È quello che accade con il Pasha di Zidane: il valore della vendita non risiede soltanto nel modello, ma nella possibilità di possedere un oggetto che ha accompagnato un momento preciso della vita di una delle figure più riconoscibili del calcio mondiale.

Il segnatempo racconta una storia fatta di esordi, successi e trasformazioni. E proprio questo legame personale è destinato a renderlo uno dei pezzi più attesi della vendita.

«Mi sono detto che un simile esemplare, così legato alla mia storia personale, potesse ora scrivere una nuova storia a sostegno delle famiglie dell’ELA», ha spiegato Zidane.

La nuova edizione di Watches for ELA porterà così all’asta una collezione nella quale l’orologeria incontra la solidarietà. La presentazione dei segnatempo è prevista a Ginevra dal 2 al 4 settembre, mentre la vendita si svolgerà il 9 novembre da Christie’s.

Per Zidane, oggi alla guida dei Bleus dopo averne scritto una delle pagine più importanti da giocatore, il cerchio si chiude in modo simbolico: il primo orologio comprato con il primo stipendio lascia la sua collezione personale per contribuire a una causa che l’ex numero 10 sostiene da più di due decenni. Un Pasha che, dalla memoria privata di un campione, passa così a diventare uno strumento concreto di solidarietà.