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Comunicato stampa – Artigianato: il Mimit chiarisce le regole, tutelata l’intera filiera orafo-gioielliera. Salvaguardate oltre 12.000 gioiellerie italiane e rafforzato il percorso IGP del Corallo e Cammeo di Torre del Greco

Giu 18, 2026

Le FAQ ministeriali confermano la possibilità di valorizzare produzioni artigianali, lavorazioni manuali e tradizioni manifatturiere italiane. Riconosciuta la piena validità delle future IGP artigianali e industriali.
Federpreziosi Confcommercio, Assocoral e il Consorzio Corallo e Cammeo Torrese, esprimono soddisfazione per i chiarimenti pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy sull’applicazione dell’articolo 16 della Legge n. 34/2026 recante la riforma dell’artigianato.
Le FAQ diffuse dal MIMIT forniscono un quadro interpretativo che tutela l’impresa artigiana senza penalizzare il resto della filiera produttiva e distributiva, offrendo certezza giuridica a migliaia di operatori del comparto orafo-gioielliero italiano, una filiera che comprende imprese manifatturiere, laboratori specializzati, distributori e oltre 12.000 gioiellerie presenti sul territorio nazionale.
Tra i chiarimenti di maggiore rilievo figura il riconoscimento della piena validità dei regimi speciali previsti per i prodotti artigianali e industriali tutelati da Indicazione Geografica Protetta ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2411. Il Ministero ha infatti precisato che la nuova disciplina non incide sui regimi speciali applicabili ai prodotti tutelati da IGP non agricole, anche qualora siano realizzati da imprese non iscritte all’Albo delle imprese artigiane, purché nel rispetto del disciplinare di produzione e della normativa speciale applicabile.
Le FAQ chiariscono inoltre che le imprese non artigiane, tra cui le gioiellerie, possono continuare a commercializzare e promuovere prodotti realizzati da imprese artigiane, valorizzandone correttamente l’origine, la qualità e le caratteristiche produttive. Viene altresì confermata la possibilità di utilizzare, per le aziende non iscritte all’Albo artigiani, se veritiere e non ingannevoli, espressioni quali “fatto a mano”, “realizzato con tecniche tradizionali”, “su misura”, “sartoriale”, “realizzato con manualità specializzata” o analoghe formulazioni idonee a descrivere le caratteristiche effettive del prodotto.
“Le FAQ del Ministero chiariscono un principio fondamentale: la tutela dell’impresa artigiana non può tradursi in un limite alla valorizzazione delle produzioni artigianali italiane”, dichiara Stefano Andreis, Presidente di Federpreziosi Confcommercio. “Per le oltre 12.000 gioiellerie italiane e per l’intera filiera orafo-gioielliera si tratta di un chiarimento importante perché consente di continuare a promuovere in modo trasparente e corretto il valore delle lavorazioni artigianali, delle produzioni tradizionali e delle eccellenze del Made in Italy. Viene affermato un principio di buon senso: occorre distinguere la qualifica giuridica dell’impresa dalle caratteristiche oggettive del prodotto. Le FAQ garantiscono maggiore certezza agli operatori, rafforzano la tutela del consumatore e riconoscono il ruolo che il dettaglio specializzato svolge nella diffusione della cultura manifatturiera italiana. Le gioiellerie non sono soltanto punti vendita, ma luoghi nei quali il saper fare italiano viene raccontato, valorizzato e trasmesso al mercato. Auspichiamo che questo importante chiarimento rappresenti anche il punto di partenza per una riflessione più ampia sull’evoluzione della normativa dell’artigianato, affinché essa possa tenere conto delle profonde trasformazioni intervenute nei modelli produttivi e distributivi degli ultimi decenni.”
Particolarmente significativo è il richiamo contenuto nelle FAQ al Corallo e Cammeo di Torre del Greco, espressamente citato tra gli esempi di produzioni interessate dal nuovo sistema europeo delle Indicazioni Geografiche Protette per i prodotti artigianali e industriali.
Si tratta di una delle eccellenze più rappresentative del Made in Italy manifatturiero, espressione di un distretto storico che riunisce centinaia di imprese e migliaia di addetti specializzati nella lavorazione artistica del corallo, del cammeo e della gioielleria, riconosciuta e apprezzata sui mercati internazionali.
“Il riferimento al Corallo e Cammeo di Torre del Greco contenuto nelle FAQ del Ministero rappresenta certamente un riconoscimento importante per il percorso di Indicazione Geografica Protetta che stiamo portando avanti, ma il valore del chiarimento va ben oltre il nostro distretto e riguarda l’intero sistema delle produzioni artigianali italiane coinvolte nel riconoscimento tra cui vetro di Murano o i merletti di Burano”, dichiara Vincenzo Aucella, Presidente di Assocoral e del Consorzio Corallo e Cammeo di Torre del Greco e Vice Presidente Vicario di Federpreziosi Confcommercio.
“Le FAQ affermano infatti un principio fondamentale: la tutela dell’impresa artigiana non può tradursi nell’esclusiva sull’utilizzo e sulla valorizzazione del concetto di artigianalità quando questa costituisce una caratteristica oggettiva del prodotto. Il valore dell’artigianalità non è una definizione burocratica, ma un patrimonio di competenze, manualità, cultura produttiva e saper fare che rappresenta una delle espressioni più autentiche del Made in Italy. Si tratta di un principio di equilibrio e di buon senso che tutela il consumatore e, al tempo stesso, consente alle imprese di raccontare in modo veritiero il valore delle proprie produzioni.
Per il Corallo e il Cammeo di Torre del Greco questo principio assume un significato ancora più profondo. Le produzioni che si candidano al riconoscimento IGP si fondano infatti su disciplinari che identificano lavorazioni caratterizzate da elevato contenuto manuale, competenze specialistiche, tracciabilità della filiera e stretta connessione con il territorio. Sono proprio questi elementi, e non soltanto la qualificazione giuridica dell’impresa, a determinare l’unicità e la riconoscibilità di una produzione di eccellenza.
Il chiarimento del Ministero conferma inoltre la piena coerenza tra la riforma dell’artigianato e il nuovo sistema europeo delle Indicazioni Geografiche per i prodotti artigianali e industriali. Un passaggio particolarmente importante perché le IGP artigianali possono diventare per il Made in Italy ciò che le DOP e le IGP hanno rappresentato per l’agroalimentare: uno strumento capace di rafforzare la competitività delle imprese, accrescere la reputazione internazionale delle produzioni italiane e offrire ai consumatori maggiori garanzie di autenticità, qualità e tracciabilità.
In un mercato globale sempre più orientato verso l’origine, la qualità e l’identità dei prodotti, il riconoscimento del valore delle lavorazioni artigianali e del legame con il territorio rappresenta una leva strategica per il futuro delle nostre imprese. Per questo il chiarimento fornito dal MIMIT costituisce un segnale importante non solo per Torre del Greco, ma per tutti i distretti produttivi italiani che fondano la propria competitività sulle competenze, sulla tradizione manifatturiera e sul capitale umano che rendono unico il Made in Italy nel mondo”
Il chiarimento fornito dal MIMIT, frutto anche delle interlocuzioni dirette con il Ministero di Via Veneto e con rappresentanti del governo, rappresenta un importante punto di partenza anche per il futuro. Resta infatti aperta la riflessione sulla necessità di adeguare ulteriormente la disciplina dell’artigianato all’evoluzione dei modelli produttivi e distributivi, valorizzando quelle imprese che, pur svolgendo attività manifatturiere ad elevato contenuto professionale, tecnico e creativo, non possono accedere all’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane per ragioni legate alla forma societaria o all’organizzazione dell’attività.
L’obiettivo condiviso resta quello di rafforzare la competitività di una filiera che rappresenta una delle espressioni più qualificate del Made in Italy e che continua a generare occupazione, competenze e valore economico sui territori, contribuendo alla diffusione nel mondo dell’eccellenza manifatturiera italiana.
17 giugno 2026